Gesù, fammi essere cattivo

Se mi venisse dal cielo
un soccorso – non alle mie
rogne (mi ci sono assuefatto),
ma a questo malumore, a questa bile;
se stesse per colpirmi, non richiesta,
una grazia, qualcosa
come la luce della conversione
e dal cielo una voce mi dicesse:
sia pace in terra e perdono
nel tuo cuore, e sonno tranquillo
all’ora giusta, senza diazepam;

se quest’altro accidente mi accadesse,
vorrei non fosse adesso, subitaneo
come un’apoplessia, ma annunciato,
programmato e un poco negoziato:
dopodomani, tra una settimana,
il tempo di commettere una vera
malazione, da meditare bene,
di dire pane al pane e vino al vino
a qualche cialtrone che so io.

No, non potrei pentirmi
prima di ottenere dal tuo Dio
che restasse ingorgato ancora un poco
il rospo nella strozza. Invocherei
non la facoltà di far vendetta
tremenda, nel modo che desidero,
ma il coraggio della cattiveria
e l’occasione di dire due parole
giuste, al momento giusto,
perfide quanto basta.

6 commenti su “Gesù, fammi essere cattivo

    • “Però” era un’esclamazione di stupore ammirato, senza valore avversativo o dubitoso.
      L’hai ora anche migliorata, vedo:-))

      Poveri cialtroni che sai tu! non sanno cosa li aspetta…
      A noi lettori, intanto, non resta che sperare di non essere nel numero (“sono forse io, maestro?”)

      • Ovviamente no, Maestra. Ne tu, né altri improbabili lettori siete nel numero. Anzi, direi che “qualche cialtrone” va inteso più al singolare che al plurale.
        L’ho migliorata? Non so. La prima versione era piuttosto scalcinata, forse per via dei fumi dell’ira, che adesso mi si è quasi del tutto sbollita (grazie anche a questo scherzo poetico). Probabilmente non commetterò alcuna malazione, e così non sarà neppure necessaria la conversione, o la redenzione. Da che può essere redento un ignavo? Che colpe può avere?
        Anche i cialtroni, del resto, sono irredimibili, e non meritano più che in’invettiva in versi.

        • Dai, dai, che se fai qualche verso non sei del tutto un ignavo – e forse riuscirai a entrare nell’Inferno anziché rimanere in anticamera;-))

  1. Giovanni, guarda che funziona come insegnava lo psicanalista padovano, alla presentazione del libro di Anna: Non conta quanto t’incazzi tu, ma quanto fai incazzare gli altri. Quindi sarai fatto entrare immediatamente. Non sappiamo dove.

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