shut down failure

shut down failure

Ma a volte non si spegne,
s’incanta, s’ngrumano
i task e i processi nella RAM.
Proprio come i pensieri nella mente
che resiste al reset del sonno.

Il cielo del desktop rimane grigio,
pallide le icone come immerse
in un limbo, un tramonto
che non si spegne più.

E la clessidra che non si svuota mai,
la clessidra che seguita a ruotare
come un insetto ferito, mutilato.

Aumenterò la dose di Lexotan.

This is the question…

C:documentipoesieamore.
La rinomino, o la seleziono
e premo il tasto canc?

Ma lasciamola stare.
Procede, ma è solo linguistica
la rielaborazione.

Ma l’amore no

Come ho potuto, donne e governi
d’altri tempi, come
ho potuto dimenticarvi
per anni in una directory
sopravvissuta a quindici upgrade?

Per quanto tempo, miei antichi versi,
avete invidiato le illustri
cartelle MACROMEDIA JAVA ed ASP,
i nuovi e dominabili miei inferni!

Benvenuti in un mondo a voi ignoto.
Installatevi pure nel museo
del cuore, che nessuno
di voi si vergogni o si perda.
E’ tempo di incontrare
il driver di stampa a 32 bit
e la gloriosa carta
che nutrì l’anima acerba.

Ora è più difficile, lo so.
Il labor limae è più arduo
di qualsiasi debug.
Un algoritmo che frana
puoi sopportarlo, ma l’amore no.

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