In musica

Il solitario acuto a cui talvolta
non vuoi segua alcun suono – Ti abbandoni
e cadi dall’arcione – è così acuto
da spezzare le corde. Poi di nuovo
la musica, i clamori, gli stridori.

In Te io canto e canta ogni canzone.
E null’altro che Te so più cantare.
Niente, fuori che Te, posso più udire
e solo Tu dal cavo atro del cuore
puoi cavare le note che so udire.

D’ogni musica e suono la Tua voce
è spartito e strumento e esecutore,
amore che incessante canti e danzi
e fai un canto solo, un solo suono
d’ogni musica e suono e dissonanza.

Voce che ha la Tua voce e che da Te
proviene, e in me risuona e a Te ritorna,
suonami dunque, Tu che sola puoi.
Io solo ho fiato per le Tue segrete
tube ritorte, e Tu per la mia tromba.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *