Stavolta il suo saluto è un cenno vago,
un sorriso fugace. Siede poi
lontana, all’altro capo della sala,
non troppo intenta al suo frugale pranzo.
Già danza il cuore, e io sono un ragazzo
che vuole ma non osa trarre al ballo
la più bella e più schiva. E’ assai prudente,
Berenice, ma, ahimè, non abbastanza.
Ancora un giorno, ancora un mese. E’ presto,
è già tardi per dirle che mi piace.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *