un’e-mail da Parigi


Il tuo SONO FELICE cubitale
(espressione inconsueta, qui da noi)
ha illuminato oggi una giornata
autunnale, di cupo malumore.
“Sono felice”: seguono alcune
righe vuote – t’immagino
sola e felice in una stanza piccola
picchiare a raffica sul tasto Invio
perché si spicchi questo raro sole,

perché le due parole inconcepibili
brillino qui di quella stessa luce
che ancora, a notte fonda, ti riempie
gli occhi e il cuore (“Ti scrivo da un hotel
modesto, in boulevard Saint-Michel.
Puzza di piedi, ma dà su un giardino
che ha tutti i colori dell’autunno”).

Massimizzo la window. “A Parigi”,
prosegui, “è molto freddo, ma oggi il sole
per tutto il pomeriggio ha rischiarato
la lunga, estatica mia passeggiata.
Place du Tertre, gli Champs-Elysées
la fontana di Tinguely, Montmartre
Pont Neuf, il Café Procope…” (l’Operà
lo scrivi con l’accento sulla a).

“Ma non dirlo a nessuno, a nessuno”,
concludi. “Ti uccido se lo dici”.
Non mi spieghi il motivo, ma io capisco
perché non vuoi che sappiano gli amici
del tuo week-end, di questa passeggiata
a Parigi (ah, Parigi!). E così ammicchi,
mi apri la mano, ci metti furtivamente
la città dei miei sogni e la richiudi.
E’ un regalo, un regalo per me:

che non si perda come sbadigli
la tua notizia di felicità.
I boulevard i ponti e quella luce
sono per me, che tradisco il segreto
per rischiarare un poco ces parages
con la tua e-mail felice.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *