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Cos’è accaduto, amore, in questi giorni?
Hai saputo dei morti in Afghanistan,
dei morti di Messina? Quanti sono
i morti? – E tu, amor mio,
come stai?
Sono ore che non ti vedo,
che non ti sento (ho spento il cellulare,
fonte di ogni informazione al mondo).

I tuoi bollettini amorosi,
le immancabili news mattutine
e le carezze e i baci telematici,
dolce supplemento ai baci dati,
riferiscono di astri e lune e nuvole
contemplate dal finestrino del bus.
So tutto del melograno, dei tuoi giuggioli,
del tuo giardino che non vedrò mai
anche se me ne porti le primizie;
so dei pianeti, delle figure
che disegnano nei lori giri
(ellissi più o meno schiacciate,
e tu sai calcolarne esattamente
la lunghezza e il momento);
di Venere che brilla come la luna
e che con lei svanisce nel giorno;
so le albe inviate via MMS,
i tramonti sulla tua laguna.
Grazie al tuo buonmattino, al mattino,
prima di alzare la persiana
so com’è la giornata,
se è nuvolo o c’è il sole. E qualche volta
ho una certezza: tra poco ti abbraccerò.

In sole due lunazioni per te forse
sono accadute altre e altre cose,
insieme ad albe e tramonti.
Per altri eventi hai trepidato,
oltre che per l’amore – ed anche questo
io so, perché so tutto ciò che puoi
dirmi di te, di noi – A me è accaduto
solo di amarti, e di pensare a te.

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