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	<title>il vecchio Werther</title>
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	<description>Weblog in versi di Giovanni Monasteri</description>
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		<title>Rassegna stampa</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 18:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Monasteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[onironarrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dove sono finiti i miei vischiosi fantasmi, le amanti molto amate, le care antiche fandonie? Nelle notti di chi sono migrate? Da mesi ormai ho smesso di sognarle e mi pare mill&#8217;anni: altri tempi, altre pene e stagioni. Ora sogno TG giornali &#8230; <a href="http://www.giovannimonasteri.com/onironarrazioni/2012/incubi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dove sono finiti i miei vischiosi<br />
fantasmi, le amanti molto amate,<br />
le care antiche fandonie?<br />
Nelle notti di chi sono migrate?<br />
Da mesi ormai ho smesso di sognarle<br />
e mi pare mill&#8217;anni: altri tempi,<br />
altre pene e stagioni.</p>
<p>Ora sogno TG giornali online<br />
talk show rassegne stampa<br />
notturne e mattutine; mi affannano<br />
Il saliscendi di FTSE MIB e spread<br />
nei grafici del Sole 24 ore,<br />
gli arcani ideogrammi che raffigurano<br />
gravissime aritmie, malattie,<br />
pestilenze e miseria. E poi le voci<br />
sguaiate di profeti e di dannati,<br />
la salvezza e l’inferno &#8211; E la guerra,<br />
la guerra nelle vie e nelle piazze,<br />
nel condominio multiculturale<br />
e persino qui, in casa mia.<br />
Sfondano la porta con l’ariete<br />
guerrieri, forse barbari, Alemanni,<br />
o forse Greci, opliti con le lance,<br />
gli elmi crestati e occhiuti – quei diagrammi<br />
dipinti sugli scudi scintillanti.</p>
<p>Mi svegliano alle otto meno venti<br />
gli accenti un poco trafelati<br />
e pur sempre rassicuranti,<br />
molto urbani, di un noto giornalista:<br />
di Cazzullo, di Stefano Folli.<br />
La rassegna stampa, per l’appunto.</p>
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		<title>Strammàti</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 20:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Monasteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[luoghi in cui non sono]]></category>

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		<description><![CDATA[Erano più allegre, un tempo, le rievocazioni cui indulgiamo sempre più spesso, io e i quattro amici, sebbene i fatti, raduno dopo raduno, appaiano sempre più buffi. Da molti anni non siamo più giovani e solo ora, vecchi, lo sappiamo. Qualche &#8230; <a href="http://www.giovannimonasteri.com/luoghi-in-cui-non-sono/2012/rievocazioni/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Erano più allegre, un tempo,<br />
le rievocazioni cui indulgiamo<br />
sempre più spesso, io e i quattro amici,<br />
sebbene i fatti, raduno dopo raduno,<br />
appaiano sempre più buffi.<br />
Da molti anni non siamo più giovani<br />
e solo ora, vecchi, lo sappiamo.</p>
<p>Qualche bicchiere, molte sigarette,<br />
e infine eccola qua la nostra vita:<br />
logori aneddoti, macchiette<br />
e personaggi strambi.<em> Strammàti, </em><br />
li chiamiamo noi, a nostra volta<br />
strammàti nei discorsi d&#8217;altri vecchi<br />
delusi e maldicenti.</p>
<p>Ridiamo fino alle lacrime,<br />
dispiegando la solita parata<br />
di marionette fruste, amici, amori,<br />
le gaffe degli sbadati come me,<br />
i numeri dei poveri buffoni.</p>
<p>Ma abbassiamo lo sguardo, rimestando<br />
le cicche, quando poi enumeriamo<br />
quelli che non abbiamo più potuto<br />
o voluto incontrare,<br />
i più sfigati, gli squalificati<br />
e chi si ritirò con disonore<br />
da questa corsa zoppa che prosegue<br />
verso mete che non sappiamo più.</p>
<p>Come avvenne, quando è accaduto,<br />
e che potevamo fare noi  per loro,<br />
per i già morti, per gli alcolizzati,<br />
i colpiti da tegole, da infarti,<br />
separazioni - e specialmente per<br />
gli <em>strammàti</em>. Come quell&#8217;altro<br />
tanto bravo a suonare la chitarra,<br />
che impazzì all&#8217;improvviso<br />
- per amore, si disse.</p>
<p>Tornò da Roma, dopo l&#8217;<em>incidente</em>,<br />
e non uscì mai più dalla casa dove ancora<br />
vive la vecchia madre - Per amore!<br />
Ma altro male covava, altra è la pena,<br />
più tremenda la tabe che ci scava.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ripassando gli insegnamenti materni</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 07:38:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Monasteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[l'altro mio paese]]></category>

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		<description><![CDATA[Non mettere sul letto giacche scure, tovaglie ricamate a tralci e fiori e specialmente scarpe: è malauguio. Mai aprire un ombrello dentro casa, che porta male &#8211; Mai tagliare il pane con la manca, o da dritta verso manca: è &#8230; <a href="http://www.giovannimonasteri.com/laltro-mio-paese/2012/ripassando-gli-insegnamenti-materni/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mettere sul letto giacche scure,<br />
tovaglie ricamate a tralci e fiori<br />
e specialmente scarpe: è malauguio.<br />
Mai aprire un ombrello dentro casa,<br />
che porta male &#8211; Mai tagliare il pane<br />
con la manca, o da dritta verso manca:<br />
è presagio di guerra o inimicizia.</p>
<p>Uscir di casa tardi porta al vizio,<br />
il pane a casa tua e ovunque il vino.<br />
Cucire al buio e al chiuso è delle streghe,<br />
a donna alla finestra non far festa.<br />
Avere tanti amici è repentaglio<br />
di corna o d’altre beghe, non averne<br />
è gelosia del tuo, è tirchieria.</p>
<p>A tavola il coltello ha da usarlo<br />
Il più vecchio, se ha senno e <em>valìa</em>:<br />
mai un adolescente. Se ti versa<br />
il caffè nella tazza un tuo parente,<br />
prendila con la manca, a scongiurare<br />
fatture e <em>magarìe</em>. E se hai vent’anni,<br />
stai zitto in casa altrui, nella tua canta.</p>
<p>Non buttare mai il pane: è un’empietà.<br />
Sull’olio spanto a terra spargi subito<br />
quanto più sale puoi. Mai salutare<br />
con la mano alla porta, o dalle scale.<br />
Dando la mano, evita la croce<br />
tra braccio e braccio; non tocchi la scopa<br />
la punta della scarpa a una zitella.</p>
<p>Prestare è bello, meglio è non prestare.<br />
Mariti e mogli altrui, stanne lontano.<br />
Se mi fischia un orecchio non è certo<br />
un acufene, ma una bella donna<br />
che sta pensando a me &#8211; e ancora lei<br />
che mentova il mio nome, se più volte<br />
mi cade il cellulare dalle mani.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>SMS</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 21:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Monasteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[in sua absentia]]></category>
		<category><![CDATA[senilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Due primavere fa avevo sedici anni, ora ne ho quasi sessanta, sessant’anni giudiziosi. Tu, benché maritata da sei lustri e vessata dai guai, dalla famiglia, eri un&#8217;impubere preadolescente. Come oggi sfolgorava primavera, Impazzavano i merli e altri uccelli. Le mie &#8230; <a href="http://www.giovannimonasteri.com/in-sua-absentia/2012/sms/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due primavere fa<br />
avevo sedici anni, ora ne ho quasi<br />
sessanta, sessant’anni giudiziosi.<br />
Tu, benché maritata da sei lustri<br />
e vessata dai guai, dalla famiglia,<br />
eri un&#8217;impubere preadolescente.<br />
Come oggi sfolgorava primavera,<br />
Impazzavano i merli e altri uccelli.<br />
Le mie tasche fremevano di trilli,<br />
e i nostri messaggi amorosi<br />
erano così fitti e numerosi<br />
che non bastavano tre cellulari.<br />
Ora le parole nel display<br />
dicono affetto, un&#8217;amorevolezza<br />
da vecchi amici, quasi da parenti.<br />
Ti mando un bacio a volte,<br />
lieve e sulla guancia, beninteso.<br />
Una carezza, ma non certo ardita.<br />
Stasera sono ancora più prudente,<br />
basta &#8220;un caro saluto”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Panorama</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 19:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Monasteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[luoghi in cui non sono]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi ha raggiunto che ero già al lavoro un sms mattutino: “Ah, che bella mattina!”. La grande vetrata fumé inquadrava il solito P A N O R A M A (è il nome di un centro commerciale). Rispondo: “Grazie, non &#8230; <a href="http://www.giovannimonasteri.com/luoghi-in-cui-non-sono/2012/panorama/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ha raggiunto che ero già al lavoro<br />
un sms mattutino:<br />
“Ah, che bella mattina!”.</p>
<p>La grande vetrata fumé<br />
inquadrava il solito P A N O R A M A<br />
(è il nome di un centro commerciale).</p>
<p>Rispondo: “Grazie, non me ne ero accorto”.<br />
E lei: “Beato te,<br />
chissà a cosa pensavi!”.</p>
<p>Chissà a cosa pensavo,<br />
povero me.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Digestione difficile</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 23:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Monasteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[minutaglia]]></category>

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		<description><![CDATA[La cara poetessa che mi degna di dediche non sempre lusinghiere dice di me che ho un&#8217;esistenza labile, che la mia presa sul reale è debole, o su di me la presa del reale. Aggiunge che il ragazzo è intelligente ma &#8230; <a href="http://www.giovannimonasteri.com/minutaglia/2012/digestione-difficile/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cara poetessa che mi degna<br />
di dediche non sempre lusinghiere<br />
dice di me che ho un&#8217;esistenza labile,<br />
che la mia presa sul reale è debole,<br />
o su di me la presa del reale.<br />
Aggiunge che il ragazzo è intelligente<br />
ma non legge, non scrive, non s&#8217;impegna.<br />
Ha sempre sonno e inopinatamente,<br />
nel bel mezzo di grati conversari,<br />
dopo la cena sontuosa, si spegne.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rovistando nei cassetti</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 21:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Monasteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[minutaglia]]></category>
		<category><![CDATA[senilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sarà pure qualcosa da salvare che abbia un nome, una provenienza certa e sia una cosa mia, tra questi indecifrabili detriti. O qualcosa da leggere che non sia un libro &#8211; perché i libri sono troppi per appartenere a &#8230; <a href="http://www.giovannimonasteri.com/minutaglia/2012/725/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sarà pure qualcosa da salvare<br />
che abbia un nome, una provenienza certa<br />
e sia una cosa mia,<br />
tra questi indecifrabili detriti.<br />
O qualcosa da leggere che non sia<br />
un libro &#8211; perché i libri sono troppi<br />
per appartenere a qualcuno:<br />
mi entrano in casa da sé come falene,<br />
palpitano un poco all&#8217;inizio,<br />
si posano negli angoli e lì restano.</p>
<p>Di tanti anni e di alcuni amori<br />
(poche avventure senza conseguenze<br />
e una vera sventura)<br />
dev’essere rimasto un documento<br />
manoscritto e firmato, che certifichi<br />
che qualcuno ha vissuto in questa casa.</p>
<p>Una lettera, forse, dell’epoca<br />
in cui se ne scriveva<br />
e la posta elettronica non c’era.<br />
Quella che lessi fino a consumarla<br />
e mi rimase oscura.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Disordine</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 13:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Monasteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[luoghi in cui non sono]]></category>
		<category><![CDATA[senilità]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;era qualcosa di urgente da fare stamattina, ma non so più cosa e perdo tempo in un surfing inconcludente, consulto qualche quotidiano online, scribacchio versi, tento invano le corde dello strumento scordato. Poi per ore mi affanno in faccenduole domenicali. &#8230; <a href="http://www.giovannimonasteri.com/luoghi-in-cui-non-sono/2012/disordine/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era qualcosa di urgente da fare<br />
stamattina, ma non so più cosa<br />
e perdo tempo in un surfing inconcludente,<br />
consulto qualche quotidiano online,<br />
scribacchio versi, tento invano le corde<br />
dello strumento scordato.<br />
Poi per ore mi affanno<br />
in faccenduole domenicali.<br />
Rimesto mucchi di maglie infeltrite,<br />
annaspo tra libri e cianfrusaglie<br />
come con l&#8217;intenzione di rassettare,<br />
o di anticipare lo scompiglio<br />
del prossimo trasloco.</p>
<p>Spalanco le ante dell&#8217;armadio<br />
come si apre un libro<br />
a una pagina a caso,<br />
per trarre un vaticinio da una frase<br />
o coglier di sorpresa<br />
la verità nascosta,<br />
per trovare qualcosa di perduto,<br />
un passo, della vita, che mi piacque<br />
e non so più dov&#8217;era.</p>
<p>Ma la verità è che non cerco<br />
e che qui non c&#8217;è niente da trovare.<br />
Niente di necessario o che mi manchi<br />
negli angoli morti e nella polvere,<br />
né un verso tra i molti affastellati<br />
che abbia una ragione<br />
per essere lì e non altrove.<br />
Non un oggetto utile, una penna<br />
che scriva, un foglio bianco su cui scrivere,<br />
un CD nella sua custodia,<br />
una cosa che a un&#8217;altra si accordi.<br />
Non un indizio di nobili intenti,<br />
il residuo di un&#8217;opera compiuta,<br />
la traccia o il ricordo di un progetto,<br />
la scoria di un momento<br />
di felicità vera.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>sonnolenza</title>
		<link>http://www.giovannimonasteri.com/senilita/2012/693/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 22:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Monasteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[senilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Passato il grande freddo, non ci resta che stare nella solita temperie, sbadigliando e un poco trepidando, nell’attesa del prossimo Burian o d’altri venti più perniciosi: degli Unni, degli Alemanni, di un referto infausto, di un lutto. O dell’amore tremendo, &#8230; <a href="http://www.giovannimonasteri.com/senilita/2012/693/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passato il grande freddo, non ci resta<br />
che stare nella solita temperie,<br />
sbadigliando e un poco trepidando,<br />
nell’attesa del prossimo Burian<br />
o d’altri venti più perniciosi:<br />
degli Unni, degli Alemanni,<br />
di un referto infausto, di un lutto.<br />
O dell’amore tremendo, che ci riscuota<br />
da questa sonnolenza<br />
e bruci ciò che rimane &#8211; del meteorite<br />
che ci schianti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Misunderstandings</title>
		<link>http://www.giovannimonasteri.com/in-sua-absentia/2012/misunderstandings/</link>
		<comments>http://www.giovannimonasteri.com/in-sua-absentia/2012/misunderstandings/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 18:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Monasteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[in sua absentia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho conversato col mio tablet: in inglese, in lituano e in italiano. È dotato di speech recognition in centoventi lingue, così dice, e di una buona sintesi vocale. Ho avuto l’impressione che capisse, ma solo la mia lingua, e &#8230; <a href="http://www.giovannimonasteri.com/in-sua-absentia/2012/misunderstandings/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho conversato col mio tablet:<br />
in inglese, in lituano e in italiano.<br />
È dotato di speech recognition<br />
in centoventi lingue, così dice,<br />
e di una buona sintesi vocale.</p>
<p>Ho avuto l’impressione che capisse,<br />
ma solo la mia lingua, e che persino<br />
mi compatisse. Infatti le parole<br />
apparivano esatte sullo schermo:<br />
come sempre sbagliate.</p>
<p>Le traduceva all’istante in inglese.<br />
Quanto perfetto, non so dire, ma<br />
la pronunciation era certamente<br />
di gran lunga migliore della mia.</p>
<p>Faticava un po’ con i concetti<br />
astratti, e con i sentimenti<br />
complicati, non enunciabili<br />
con un semplice t’amo o un vaffanculo.</p>
<p>Non capiva il non detto, m’invitava<br />
a scandire, a parlar chiaro e forte.<br />
Niente reticenze, sospensioni,<br />
elusioni e intensi silenzi.</p>
<p>Niente solecismi, dialettismi<br />
e gerghi d’ogni specie. Gli va bene<br />
qualsiasi oscurità e stramba metafora,<br />
purché sia accurata la dizione.</p>
<p>Non riconosce i nomi di persona,<br />
e forse il tuo è not understandable.<br />
E se lo scrivo, giusto per testare<br />
il text-to-speech, lui sbaglia l’accento.</p>
<p>Cambio programma. Faccio che mi legga<br />
una poesia. D’amore, per l’appunto.<br />
Ma la sua voce suona derisoria,<br />
mi schernisce. Segno che anche lui<br />
ha capito la solfa. Mi conosce.</p>
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