meditazione


Insondabile, immenso.
Non dico dell’universo,
ma di casa mia, del suo disordine
che non è caos, ma entropia.

Specificatamente della perdita
d’informazione, prima che di senso.
Di tutto ciò che da secoli,
da milioni di anni oramai,
non butto via, non rassetto:
di opuscoli carte bollette
libri cd dvd
depliant dell’Auchan
arcaici dattiloscritti.

Penso, e questo pensiero
un poco mi consola,
d’essere un’infinitesima frazione
dell’immenso frattale
fratto in milioni di milioni
di coglioni come me intasati
di cose e indistricate cognizioni
che Morte spazzerà via.

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