PERDITA DI GRAVITÀ

Ancora quella piccola falena.
Tutto il giorno ha dormito, ma di notte,
qui, nell’arida stanza,
una fame insaziata
accende quei suoi impeti improvvisi,
eccessivi in una farfalla.

Lieve sulle palpebre ho udito
il frullo del suo volo -o era un sogno?
Poi un ticchettio, il ripetuto
battere delle sue ali
contro lo specchio nel buio.

O sonnambulo insetto!
Se accenderò la luce
dondolerà accecato sopra il letto,
come un ragno sbandato, una paillette
appesa a un filo invisibile.

Poi, simile a una pagliuzza
in un gorgo, stregata dalla luce,
danzerà in un moto a spirale
intorno alla lampada, centro
della lievissima sua gravità:
sempre più più vicina e più veloce,
finché, risucchiata nel vortice,
collasserà rimbalzerà cadrà

sul tuo vestito appeso, restando lì,
immobile come una spilla.

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