ricicli


L’anno scorso il natale qui da me
fu festeggiato con tutti i christmas,
ma io non ero in casa.
Alberelli e renne e pecorelle
e vischio e stelle e festoncini e palle
appesi ai pomelli delle ante.
Non so dire se tutti quei picandoli,
come li chiamava la santaclaus
che li aveva appiccati, siano poi
piaciuti ai ragni. Io spensi la caldaia
le luci, le lucine intermittenti,
chiusi la porta inghirlandata
e me ne andai – lontano
dalla mia piccola casa – a Milano,
al favoloso castello dei parenti.

Lì c’erano più addobbi e luci
che all’Auchan di Mestre.
Un pino più grande che in giardino,
e sotto il pino una montagna di
pacchi e salami e formaggi
che neanche a Cuccagna. Cavagne
e corbelli pieni di paglia
argentata e dorata, e nella paglia
una cosa per me – oh sì, da nulla!
Lacerai coi denti la carta.
Mi mostrai grato e sorpreso.

Era un libro di Yehoshua, “l’amante”,
dono di un’amante molto amata
lungamente rimpianta.
Lo avevo donato con dispregio
al principe munifico e distratto
che mai lo avrebbe letto: a mio cognato.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *