diario autunnale del fotografo dilettante


Eppure mi è parso, in questo autunno
che inganna con troppi specchi,
di rivederti nell’oro di un faggio,
nel verde dei tigli che si sfa
in ruggine e nel verde che resiste,

nello specchio di un lago, in uno sterpo,
nelle ramaglie sommerse. 
Ho creduto
di ritrovare un colore, un indizio
del tuo lieve passaggio, del tuo passo,
una baluginante somiglianza
ai tuoi occhi e alla tua figura.

A volte, persino,  imito la tua postura
inquadrando un cespuglio di mirto,
e mi pare quasi di riuscire
a usurpare il tuo sguardo.

Ma l’illusione dura fino a sera,
quando sul desktop, dove ora abiti,
smuoiono i colori dell’autunno
che troppo, ahimè, rifulgono.

Invano aumento la luce,
il contrasto, la saturazione.
come con altri amori, in altre stagioni.
Non ritrovo i tuoi occhi, né il mio cuore.

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