Vicino al letto sempre disfatto,
sulla pila di stracci da stirare
c’è pure, ben ripiegato
e a portata di mano
un molto evocativo asciugamano.
E’ estate, amore. Potremmo di nuovo
tenere la finestra spalancata
al sole e al concerto dei merli,
e noi stessi cantare.
Ma non dobbiamo. Così la finestra
rimane chiusa, perché non ritorni
e m’entri nella casa e dentro i sogni
l’uccellino fuggito dalla gabbia,
l’allodola, la zigoletta mia,
la ciuffolotta, il topino muschiato.
O forse perché non evapori via
l’afrore… stavo per dire del peccato.

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