ciò che resta


Mentre scrivevo e scrivevo
e cancellavo,
stavo per scrivere che questo mio scrivere
consiste nel cancellare
più che nello scrivere – e intanto
che scrivevo e scrivevo e cancellavo,
pensavo a tutte le volte
che ho deciso fermissimamente
di chiuderla qui, di lasciarti.

C’era un errore logico patente,
perché, se in effetti rimane
un numero esiguo di parole
rispetto alle molte parole cancellate,
è anche vero che le cancellate
le avevo scritte, prima di cancellarle.

Scrivo cancello riscrivo
ricancello – e inevitabilmente
io ti penso, mio amore.
Il saldo è positivo, in fondo. E infine,
scrivendo e cancellando, in ben due ore
ho dato all’esistenza le parole
che puoi leggere qui.

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