Alla mia (vecchia) maniera

Chissà per quale insulto ancora soffriva
quel mitile serrato, quella cozza
che mi pareva bella,
quel mollusco atterrito che tentai
di aprire col coltello.

Ci teneva, ogni volta, a precisare
che non avevamo nulla in comune.
Nulla da scambiarci e da mischiare,
fuorché secrezioni e saliva.

Fossimo andati una volta a Fusina
in una notte chiara,
a vedere la luna!

11 commenti su “Alla mia (vecchia) maniera

  1. Vedo che la preghiera di una tua precedente poesia (“Gesù, fammi essere cattivo”) è stata esaudita.
    Questa non è solo cattiva, è una bastardata.

  2. Quanta animosità, signorina (Signora? Signor?) pippi c. Ci conosciamo?
    Neppure i miracoli possono cambiare l’indole delle persone. Se sono cattivo, perciò, lo sono sempre stato.
    Mi rendo conto che dire cozza a una donna è l’insulto supremo. Mollusco, invece, è un insulto che si addice a un uomo.

    Qui volevo scrivere una nuova poesia sulle lune che mi son perse, pippi c. Ma un corpo (un cuore, un gheriglio) molle (delicato, vulnerabile) rende necessaria una dura corazza, come sa bene il cattivissimo autore di questi versi.
    A onor del vero, devo precisare che la “cozza” non era proprio brutta. Non era bellissima, forse, ma a me pareva bella, molto bella. Per un fatto di simpatia tra cozze, chissà.

  3. Anche la luna, evidentemente, non è riuscita mai a far breccia su di te e a toccare quel tuo sensibile e palpitante interno di peocio;-)

    (Ma perché tanto ti spiace passare per cattivo e devi sempre smentire? Che cosa significa essere “cattivi” se non essersi costruiti intorno una corazza e non saperla aprire? )

  4. Ogni tanto capita che ritornino in mente figure del passato. Che stupore constatare che non solo non ci fanno soffrire più, ma che possiamo guardare a loro e a quello che eravamo noi un tempo con distacco, e che quella loro bellezza indiscutibile forse era solo nel nostro sguardo di allora!
    Lei non è cattivo, si rassicuri. A meno che non si consideri cattiveria ogni espressione che non sia banalmente sdolcinata. In ogni caso, è buono come poeta, cosa rara se ci si guarda intorno, massime qui in rete. E questo già è molto.

  5. come donna, non commento la metafora della cozza, che avrà pur avuto i uoi buoni motivi per rimanere serrata…come essere umano, mi soffermo, ahimè, sull’incomunicabilità – argomento principe del secolo breve:-(
    marina

    • Di sicuro aveva i suoi motivi, la cozza (che era tale solo nel senso della metafora); ma il mio discorso, più che psicologico, è appunto sulla relazione, o sulla comunicazione, ridotta a un fatto edonistico; cosa che, quando si tratta di commerci amorosi, produce guasti, perché, inevitabilmente, gli scambi di secrezioni vanno a toccare qualcosa di intimo, di secretus.
      Qui andiamo a parare sui troppo rapidi rivolgimenti culturali che Il secolo breve ci ha regalato, sul fatto che per alcune donne la parità tra i sessi si riduce all’emulazione delle caratteristiche deteriori dell’essere maschi, ecc. E’ un discorso stantio, lo so, ma il mio trauma è recente, risale ad appena dici anni fa :)

  6. Io veramente non ho avvertito metafore.
    Ho pensato soltanto al rapporto fra un uomo affamato e poi perplesso con una cozza.
    Perché le cozze vere, fuor di metafora, possono pure far male.
    :-)

    • Certo, Antonio: si può leggere anche senza cercarci la metafora. In questo caso si tratterebbe di secrezioni gastriche. E poi la luna renderebbe oscuro tutto il resto, ma sarebbe un’oscurità interessante :-)

  7. Un ragazzo di liceo, interrogato in storia dell’arte, a una domanda sulla venere di Botticelli, risponde: ah, quella che viene fuori da una cozza!
    Caro Monasteri, la faccenda si complica. O forse si semplifica. Lascia che esca spontaneamente, senza la lama dell’ostricaro, la gustosa preda. Nel dubbio ti inidico una buona trattoria dove si mangiano montagne di crostacei di ogni genere, che ti vengono serviti già aperti: il Tortuga, a Maerne.
    Faccio presente, comunque, che qualsiasi valva si apre senza difficoltà se le si dà un buon colpo di calore……..

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