Il potus

Trapiantato da poco, rinverdisce
il potus traboccante dalla cesta
appesa lì al soffitto.
Devo ricordarmi d’innaffiarlo,
di lasciargli aperta la persiana.

Era così difficile
trovare il tempo e la voglia
di montar sulla sedia, scostare
l’intrico di liane per versargli
un po’ d’acqua! Il terriccio
si era ridotto a sterpaglia.
Pendevano stracchi i tralci
simili ai rami spogliati dal gelo
dei salici chini sul Brenta.
Le ultime foglie cadevano sul divano
a grumi secchi, friabili
come fogli bruciati.

Pianta che non fiorisce non dà frutto.
Mi somigliava troppo, l’ho odiata.
E il suo virente orgoglio che ingialliva
avevo eletto pietoso segnacolo
del mio ostinato, dispettoso lutto.

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