Ho sognato mio padre.
Eravamo io e lui
in una grande cucina,
seduti a un tavolo deserto
(sparecchiato per sempre).

Entrambi tacevamo, gli occhi bassi.
Lui era aggrappato al suo bicchiere,
io al mio. Vino rosso.
A turno, con gesto spossato,
ci versavamo da bere.

Con fatica, poi, rantolando,
scostava indietro la sedia
per tastarsi le tasche
in cerca del suo pacchetto di MS.
Non lo trovava e riprendeva a bere.

Gli vietarono il fumo, oltre che il sesso,
dopo l’operazione al cuore.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *