La casa presso il fiume

A due mesi dal preliminare
quasi non mi appartiene più
l’amata a prima vista, la vagheggiata,
la prescelta, l’unica casa
che davvero ho voluto nella vita.
La libreria di noce, i pavimenti
di faggio, e un grande ginko
così vicino che potrò toccarlo
dal poggiolo  (le foglie del ginko,
quando  traslocherò, il prossimo autunno,
saranno di un giallo irreale).

E’ come non dovessi più abitarci
nel remoto futuro, dopo il rogito,
ma l’avessi perduta e non riuscissi
a ricordarne che l’essenziale,
similmente alle case in cui fui ospite,
o in cui immaginavo di abitare.

Ricordo solo gli alberi, i pavimenti
di faggio, e che è una casa
di una città fluviale.

12 commenti su “La casa presso il fiume

  1. questo tema, che poi hai reso benissimo, è sogetto di conversazione di questi giorni con una persona a me cara….
    che sta appunto cercando di terminare la sua casa, cercata, vagheggiata, progettata e costruita a misura dei suoi sogni…e adesso…a un passo dal…

    mah!

    gli farò leggere questa tua. Sicuro.

  2. Molto bella.
    Forse la conquista (‘acquisto), la promessa, l’aver fissato solennemente la data del matrimonio (dell’unione delle tue cose ai legni della casa, di te stesso in veste di padrone dei suoi spazi e del suo sguardo), ora allontana l’entusiasmo, lo colloca in una luce di ricordo – e già forse nasce una presa di distanza, quasi una difesa preventiva contro il timore della delusione o contro l’ansia dell’attesa. Questo è quello che viene in mente a me, leggendola.
    Ma c’è di più. Non si tratta solo della casa. Ci sono cose più difficili a dirsi. E non occorre esplicitarle, perché sono nella poesia, nella sua cadenza, nelle sue immagini.
    Molto bella, ripeto.

  3. Ahhhh, finalmente ti ho ripescato! Potevi avvertire su FB che avevi ora ben un sito e che titolo! Ciao Giovanni, ci sei durante le vacanze di Natale o te ne vai?

  4. Mai come in questo momento la casa occupa i miei pensieri (non solo quella a dire il vero, diciamo che ha dei correlati evidenti): passo da una casa all’altra, torno sempre in quella in cui non voglio stare, sono continuamente ospite. Di fatto sono un po’ nomade e non so fino a che punto la cosa mi piaccia.

  5. Poetella, la lettura di questa poesia potrebbe risultare deprimente per gli amici in procinto di “accasarsi”.

    Grazie, Anna. Tu sei sempre bravissima a cogliere le “cose difficili a dirsi”.

    Eh sì, naima. Per non parlare dei rapporti post-coniugali.

    Ciao, Lisetta. WordPress aveva deciso di NON funzionare per un unico utente in italia: io. Così mi sono scelto un provider affidabile, che non ha moltissimi clienti. Tu come/dove stai?

    Rea, il mio consiglio non cambia: trovati un uomo ricco. Ma molto ricco. Comprar casa e lavorare di qusti tempi non conviene.

  6. Più che di una casa si tratta dell’anima, che è ben più ingombrante di un palazzo, specialmente quando ti si presenta davanti e dice di appartenerti.
    Si, si, sono le responsabilità, è la durata delle cose che non segue i nostri programmi, lo sgomento di un passo, per fortuna il trambusto che avviene in te, come un’alluvione del Nilo, lascia poesie così.
    Ciao amico mio.

  7. Zio, no, basta con la tiritera del marito ricco, noi ragazze d’oggi queste cose non le apprezziamo. Preferiremmo essere ricche noi stesse

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *