Primo giugno

Le sei di pomeriggio. Lo smonamento
che precede la conclusione
delle ingloriose fatiche quotidiane.
Contemplo non so cosa,
Gli occhiali sghembi sulla scrivania,
la megainsegna della Tim
oltre il fiume di tir sulla Romea,
un macula bluastra sotto un’unghia,
la foto sul tesserino di riconoscimento
appeso al collo, perenne collana,
un numero e un appunto indecifrabili
su un post-it appassito. All’improvviso
realizzo che oggi è venerdì
primo giugno, e conseguentemente
domani sarà sabato, due giugno,
festa della Repubblica.

Le frecce tricolori non sfrecceranno
e i carri armati non sfileranno,
leggo su Repubblica. E, quel ch’è peggio,
saranno chiusi i supermercati.
Coraggio, timbriamo l’uscita
e intrepidi corriamo a far la spesa.

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