Lutto

Lei mi tiene aggiornato sul maltempo
e i suoi dolori che ne sono spia
e conseguenza. La voce
è roca di pianto o di sonno.
Mi assicura che tutto va bene.
Non si sente bene, ma è il telefono.

E se poi le giuro che anche qui
c’è il sole o piove, lei sembra sorpresa
come di una fatto inaudito,
di una miracolosa coincidenza.

Vorrebbe dirmi ancora una cosa
ma la memoria falla -ahi, la vecchiaia!
Dimentica le messe, le domeniche
e pranzo e cena e il resto. Ormai morire,
svanire a poco a poco
nella vestaglia nera
quasi è un dovere, ora che il malato
se n’è andato.

Il purgatorio esiste, e almeno lei
lo abita con dignità. Quasi ha espiato,
e un’altra prece in suffragio
basterà al suo riscatto. Ancora ha forza
di vivere (non più da vendere)
e la sua vita ha uno scopo:
mantenere acceso un lumino
davanti ad un ritratto.

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