Canta un uccello tuttodì e non sa
altro suono che la sua bella voce.
Un verme, lì infogliato, ascolta muto
il bel canto, incantato. Avrà un suo modo,
un verme, di sentire e ricantare
il canto degli uccelli, fosse pure
la vibrazione di una foglia e il modo
di passeggiarvi e manducarla – ma
sordo ai richiami che non hanno voce,
rostro crudele e occhio di serpente,
l’uccello per un attimo si tace,
si avventa su di lui, lo taglia in due,
lo sbatacchia, lo sugge, lo maciulla.
E a sfringuellare poi seguiterà.

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