Scritta col lapis, a computer spento.

Da dove scrivi, amico?
E chi c’è accanto a te,
o cosa? Io da un luogo
che chiamo casamia.
Talvolta da casa di Annalisa.

Parva sed apta mihi ma neanche tanto,
casamia. Puoi viverci solo
o seduto o sdraiato.
Ma per quanto in effetti sia
troppo piccola per un uomo solo
(casso e censuro un verso con rima in ìa),
io ne occupo di solito
una minima parte:
lo spazio tra la sedia e la scrivania.

Di sera vado a letto senza mutande,
in compagnia promiscua
di due o tre libri: stasera
una Cavalli un Genna (?) e un mio amico
che nessuno ha mai letto.

Alla mia destra ora c’è
un libro pugnalato da una penna
per segnalibro; sul libro
una tazzina vuota
da cui bevvi un caffè.
Nel fondo della tazzina
un caramello nero pietrificato
simile ad antracite
preziosa lucente dura.

Che dite, si può fare
da qui, di queste cose
(se spengo un po’ il pc)
letteratura?

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