Vittorie dell’Italia

Quell’altra volta, la ricordo ancora:
la coppa somigliante a un ostensorio,
a un ciborio, baciata e ribaciata,
in excelsis levata, Osanna Osanna,
cori di voci e trombe, auto lanciate
in volo fra grandi ali tricolori.

Anch’io ho gioito, e un po’ me ne vergogno.
Sì: ho avvertito fremiti d’orgoglio.
Perché il Secondo Avvento è ancora meglio,
più luminoso, ancora più radiosa
la comica, grandiosa apoteosi
dei dodici tamarri di borgata.

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