senescenza


Quando l’apatia, traguardo estremo
della saggezza degli Stoici o vile
pesantezza epatica, pigrizia,
svogliatezza senile, funzionamento
a bassi regimi del vecchio motore,
del cuore – disincanto senza amarezza,
quasi orgogliosa indifferenza; quando
la mente, il processore
non ha ormai che pochi
byte da elaborare, grazie al balsamo
dell’oblio, e l’amore, il caro volto
dilegua nella fosca lontananza
che chiamiamo ricordi, vago nome
che tutti i nomi compendia e confonde;
quando grava le palpebre un’autunnale
indolenza, e la sera riconforta
il letto vuoto – allora è il tempo – è tempo

di telefonare a una ragazza
di cui ricordo bene che ha un bel culo.
Il numero di telefono è nella sim,
grazie al cielo.

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