scrivere


Preferisco leggere, la sera.
La scrittura oramai
non è che un videogame, e non a caso
non so giocare senza una tastiera.
A ogni livello aumentano le trappole,
gli handicap, gli accidenti.

Oltre alle solite (il caldo, la pigrizia,
l’assenza d’avvenimenti)
m’impacciano altre noie, altri tormenti.
E poi le solite scuse, come il dirsi
che non serve a niente, o la coscienza
d’avere speso la massima parte
del tempo della vita, la migliore,
e che non c’è più tempo da scialare.

Ma una voce benefica e maligna
mi incita, mi sfida:
provaci adesso, prova
così, senza l’amore, senza una pena,
senza scopo alcuno – Prova
a star seduto sei ore
con questo mal di schiena – Se sei bravo,
prova, ipocrita, senza parole.

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