microarchivi

Comprimere gli album di famiglia,
i miei quaderni, la mia cineteca
privata (e pirata) e i miei CD
in quattro cartelline non più grandi,
ciascuna, di una C o di una D,
il tutto impaccato (packed)
in una chiavetta USB,
è un ottimo esercizio
d’annientamento, una preparazione
all’altra riduzione, che avverrà,
dell’immenso me stesso
in una minuscola urna cineraria.

Infine, non ci pare tanto stramba
l’antica idea balorda che di noi
niente si perda, e che tutto
possa durare, esistere e consistere
nel niente.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *