Rovistando nei cassetti

Ci sarà pure qualcosa da salvare
che abbia un nome, una provenienza certa
e sia una cosa mia,
tra questi indecifrabili detriti.
O qualcosa da leggere che non sia
un libro – perché i libri sono troppi
per appartenere a qualcuno:
mi entrano in casa da sé come falene,
palpitano un poco all’inizio,
si posano negli angoli e lì restano.

Di tanti anni e di alcuni amori
(poche avventure senza conseguenze
e una vera sventura)
dev’essere rimasto un documento
manoscritto e firmato, che certifichi
che qualcuno ha vissuto in questa casa.

Una lettera, forse, dell’epoca
in cui se ne scriveva
e la posta elettronica non c’era.
Quella che lessi fino a consumarla
e mi rimase oscura.

3 commenti su “Rovistando nei cassetti

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