Digestione difficile

La cara poetessa che mi degna
di dediche non sempre lusinghiere
dice di me che ho un’esistenza labile,
che la mia presa sul reale è debole,
o su di me la presa del reale.
Aggiunge che il ragazzo è intelligente
ma non legge, non scrive, non s’impegna.
Ha sempre sonno e inopinatamente,
nel bel mezzo di grati conversari,
dopo la cena sontuosa, si spegne.

8 commenti su “Digestione difficile

  1. Assolutamente no, non è consentito insultare la cara poetessa. Se può sembrare che io sio risentito con lei, forse c’è qualcosa che non funziona nella poesia, che vorrebbe essere scherzosa e ammiccante.
    Del resto è vero che ho un’esistenza labile, ecc.
    Mi spengo, Scrignutella, perché ho la digestione difficile e di notte dormo poco.

    • In verità, se uno mi chiamasse “poetessa”, e per di più ammiccando davanti a tutti così da provocare pernacchie e irrisioni, io gli chiederei i danni in tribunale.

  2. “Ciao, poetessa!”
    Quando mi vede, così usa salutarmi gridando da un marciapiede all’altro una collega, cui dissi un giorno che in pensione mi sarei dedicata alla poesia. Lo dice ridendo con simpatia giocosa. E ogni volta mi mette di buon umore.
    (Peraltro ciò avviene prima di pranzo, senza i borbogli della digestione).

  3. Anna, a me non dispiacerebbe essere chiamato poeta, se lo fossi. O poetesso, per celia affettuosa.
    Non sarai mica un po’ gelosa, Scrignutella, per il fatto che chiamo poetessa un’altra, invece che te? OK, a te darà della poeta. Il poeta, la poeta… Anche se ‘poeta’, dice il dizionario, è singolare maschile. La poesia no: è più spesso femminile, secondo me. Anche se i bardi e i vati, nel passato, erano maschi. Sarebbe arduo declinare al femminile anche “vate” o “bardo”. La vata e la barda, e specialmente la bardessa, non suonerebbero bene :)

    • Gelosa son gelosa,
      lo ammetto e lo confesso,
      ma non della poetessa
      esimia e molto egregia
      (su questo non ho dubbio)
      che per esserti cara
      or paga tale gloria,
      e molto io la compiango.
      Non vorrei mai trovarmi
      dentro questi suoi panni
      e venir nominata
      nei versi di un poeta,
      ma non per i miei canti
      né per qualche altra grazia,
      bensì per esser solo,
      in mancanza di Maalox,
      imago del reflusso,
      pensiero negativo
      che si tramuta in gioco
      trastullo per gli astanti.

      (Scherzo anch’io, naturalmente. La poetessa mi scuserà dall’alto del suo scranno;-))

  4. Vedo che sei l’unico poeto tra tante poete. Mi ci aggiungo pure io.
    Posso testimoniare che il ragazzo è intelligente, il più intelligente della famiglia, ma in effetti è pigro e s’impegna solo di notte… Non fraintendetemi e non siate gelose, sono sua sorella.
    M. M. detta Ermione

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