alzando la persiana


Certe inattese mattine di sole
nella stagione più cupa
dell’anno, della vita che s’ingorga
nelle abitudini:
la luce che irrompe liberata
al primo cigolio della serranda,
piena impaziente che premeva
dietro la chiusa che si leva, là
dov’era più torbida e infetta
l’acqua del fiume bloccato;

certe mattine pare che la vita
sia stata per anni in attesa
appena là fuori, confidando
che per una tua disattenzione,
per una mossa sbagliata,
fossi tu a darle un’opportunità.
Bastava forse una piccola breccia
sulla pietra tombale
per squarciarla in una trionfale
resurrezione; bastava
un’incrinatura, una crepa
nel guscio d’una viziosa infelicità.

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