I miei vecchi amici sono vecchi.
Hanno grigi e radi i capelli.
Io folti e neri, invece. Mi sfoltisce
una calvizie segreta, d’altra specie:
perdo le parole. E più invecchio
più, senza rimpianto, me ne spoglio.

Si agitavano un tempo come foglie
in un ventoso aprile. E le poesie,
le mie e le altrui, mi sembravano belle,
se soltanto volevano sembrarlo.
Ah, come tutto era canoro allora,
quando non udivo in primavera
il canto dell’allodola. O del merlo?


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