sonnolenza

Passato il grande freddo, non ci resta
che stare nella solita temperie,
sbadigliando e un poco trepidando,
nell’attesa del prossimo Burian
o d’altri venti più perniciosi:
degli Unni, degli Alemanni,
di un referto infausto, di un lutto.
O dell’amore tremendo, che ci riscuota
da questa sonnolenza
e bruci ciò che rimane – del meteorite
che ci schianti.

3 commenti su “sonnolenza

  1. Ciao,
    chissà se ti ricordi di me, con questo freddo
    e questo sonno pernicioso e lento…
    Un meteorite, una stella cadente
    mi ha quasi schiantata nel frattempo.
    O forse fu un amore, più tremendo
    d’un brutto raffreddore.
    Non mi ricordo bene: mi scompigliò i pensieri
    il gelo del suo vento.
    Ritento, non saprei bene cosa:
    a pettinarli, penso, coi settenari fitti
    e l’olio del falsetto.

    P.s: Ho letto le tue rade, ma belle poesie di questi mesi o anni. Tra le recenti la casa presso il fiume è particolarmente bella.

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