Ristrettezza di visione

In una rara giornata di sole,
quando l’ultimo verde degli ippocastani
brilla più che in aprile,
lo sguardo indugia intristito
sulle mensole opache, sui dorsi frusti
dei libri che risentitamente
da decenni mi danno le spalle.
Allora con solerzia da massaia
do di piglio a stracci e spray antipolvere.

Sto invecchiando, mi dico,
e forse è proprio questa la vecchiaia:
l’attenzione, il fastidio irragionevole
per le magagne minime, visibili
solo con gli occhiali da lettura.
Il battiscopa rigato, le macule grigie
sul parquet, i nei di muffa
sul muro appena imbiancato.

A dispetto della presbiopia,
non vedo più che le cose vicine,
e di queste le sole superfici
laccate, gli orpelli, i similori,
la vernice che presto va in malora.
Certe volte ho quasi in odio
la luce, che invade la casa
solo per rivelarci che la polvere
di nuovo è dappertutto: la polvere
invincibile, eterna, indefettibile.
Maledetta polvere.

4 commenti su “Ristrettezza di visione

  1. I vecchi, in verità, in genere sono presbiti. Vedono meglio lontano (indietro, magari, anziché avanti; ma spesso anche avanti figurandosi i nipoti ecc.). E vedono spesso dentro e al di là delle cose molto meglio dei giovani facilmente distratti da aspetti parziali della realtà.
    Non dare dunque la colpa alla vecchiaia: sei tu che sei così. Perché hai la casa nuova e per la prima volta è una casa davvero tua, che hai scelto e che ti piace.

    Durerà poco, tuttavia. Poi non te ne curerai più…

  2. Infatti, Anna, mentre scrivevo pensavo a questa contraddizione: sono quasi vecchio, sono presbite (ma anche leggermente miope, ancora) e vedo solo le cose vicine; e delle cose vicine, solo le superfici. Ma non volevo ammettere che questa ristrettezza di visione fosse solo mia, e non dei vecchi in genere.
    Comunque, ciò che volevo dire mi è ancora più chiaro, adesso. Potrei modificare così l’ultima strofa:

    Ahimè, a dispetto della presbiopia
    non vedo più che le cose vicine,
    e di queste le sole superfici
    laccate, gli orpelli, i similori,
    la vernice che presto va in malora.
    Certe volte ho quasi in odio
    la luce, che invade la casa
    solo per rivelar[ci] che la polvere
    di nuovo è dappertutto: la polvere
    invincibile, eterna, indefettibile.
    Maledetta polvere.

    Che ne dici?

    • “pulvis es et in pulverem reverteris” disse, tanto per essere incoraggiante, il padreterno.
      Sicché dovremmo sentire una sorta di fraternità con tale elemento
      :-)

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