(brogliaccio di appunti non di guerra ma sulla guerra)

di Roberto Roversi

 

oh il bellissimo ombrello

bianco che la

bomba Enola Gay

disegna

nell’azzurro senza fine

cadono bruciando inebriati

di luce gli uccelli

freddo cala di sera

il dio della morte scalzo

comincia a danzare

tuonando

 

la GUERRA è un inferno buono

per chi non ha paura d’arrostire-

non conosce sole o inverno

regala piume tiepide

nel vento si avvolge appena

e il soldato può se vuole

invitare a un pranzo o a una cena

perfino il colonnello, il generale-

cosa c’è nella vita di più bello?

cosa di meno male?

mai si rischia in GUERRA di morire

e se una volta è capitato

mai più potrà avvenire

è il dieci d’aprile serrare le file

si va all’assalto con la paura

che puzza in gola come pelle di vacca-

il fiume della vita si è seccato-

forse fra pietra e pietra

un pezzo di terra raccoglierà

il nostro corpo sbracato

anche il mortaio è una buona cosa

lucido leggero spara e non fa quasi rumore

il colpo non si vede

dove è andato è un mistero-

forse in un cimitero di povere ossa

su un cespuglio di rose vicino a una ragazza

sulla schiena di un cavallo albìno

sull’elmetto dì un soldato che corre-

la gentile signora non fa distinzione

fra rose cavalli ossa soldato o

un intero plotone

tombe di vecchi soldati –

ammantato di stelle dell’Orsa un cielo notturno

è notte

il signore della malasorte luci

e farfalle inghiotte

senza torcere le labbra

i suoi silenzi di rabbi

lasciano peste nera sulla spalla

del soldato

morto o addormentato

fiumi gialli di miele

lasciati cadere da api pazze d’amore

che nessuno riesce a fuorviare

scorrono sul cuore del soldato

nudo defunto

nel campo arato dalle unghie dei cinghiali

la mia domanda è questa:

la GUERRA è un bene o un male?

oggi una granata al caporale

ha portato via piede e mano scagliandole lontano-

per lui una giornata disgraziata-

sanguinava come un maiale appeso a un chiodo –

cristo che magone-

non era bello da vedere-

perché chiudete gli occhi ha urlato il capitano

ha perduto solo un piede una mano

domani può capitare a noi

imparate a guardare il mondo che è rotondo

nel bene e nel male

per non trovarvi abbandonati il giorno del giudizio-

eh si dico io una giornata storta

oramai ci capita sovente-

ma questa volta è toccata al caporale

urla il signor ufficiale

mica è toccata a me a voi tenetelo a mente

attraversiamo un bosco con chiodi di croci-

là dove un giovane cervo pascolava lento

oggi noi stiamo-

nessuno è scontento alla domenica di

dormire troppo a lungo

se lunedì lavora –

e lunedi per noi

è un giorno di gran combattimento –

bravo buono generoso valente guerriero

che di fronte mi stati e sei nemico altero

non mirare stringendo l’occhio non

puntare il fucile con l’alzo a zero

lascia che la nuvola mi copra d’ombra per terra

vorrei vivere fino a domani

vedere calare la sera fra l’abbaiare dei cani

ma si può in GUERRA dimenticare la GUERRA?

 

Roberto Roversi

6 commenti su “

  1. Ciao, Gio, ehm ehm… “La teoria dei colori” di Goethe l’ho stra-sentita nominare… ma… ehm ehm… non l’ho ancora letta… sigh sigh… però non è mai troppo tardi, noh?!

  2. …grazie del commento-tributo… c’e’ chi non sa districarsi tra i miei puntini e i miei grassetti.. contenta che tu abbia potuto trovarci addirittura un filo conduttore…
    ps ’25 anni’ sta per molto giovane?
    pps ‘libera’ non lo so per cosa sta.. ma lo faro’ risuonare come un augurio..

    ppps per essere uno che sperimenta hai un blog molto interessante..
    ti saluto
    buon sabato

  3. @pecoranera. Non un “filo conduttore”, ma un filo unico, che non ha interruzioni, malgrado i puntini. “Libera” dalle pastorie di un certo tipo di sintassi. C’è un filo diretto tra mano e mente-cuore. E i puntini non sono reticenze, ma connettivi. “Flusso di coscienza”… Ma ogni definizione impoverisce.
    A parte le notazioni stilistiche, coinvolgente. Ti linko.

  4. Insomma, Giowanni, gira e rigira finisci per restare attratto dai colori… ;-)
    Dai, ammettilo, ti piacciono ;-)) anche se preferisci la linearità… o no?
    Un baciotto *

  5. ti ho linkato anche io.. e grazie ancora per le belle parole usate per quelle mie senza pretese.. una buona notte..

  6. @pennastilo. Mi piace la grazia, che è un dono, e che non tutti possiedono.
    Stavo giusto scrivendo una poesia piena di linee, jet che tracciano linee sulla lavagna del cielo, fili dell’alta tensione…
    I colori mi piacciono, ma non ho buon gusto nell’accostarli. Se non c’è una donna a consigliarmi, mi vesto da schifo. Però gli stilisti e i pittori hanno idee diverse sugli accostamenti…
    Ma insomma, avevo postato una poesia sulla guerra, di Roberto Roversi…
    Scusami, cara: non so fare le faccine, ma ricambio il baciotto ** (con due asterischi)

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