Poesie dei giorni dispari 
 

Crisi coniugale
 
 “Amore mio”: a furia
di sentirlo ripeterlo,
questo lemma abusato,
vi si abitua il tuo cuore,
come l’orecchio al ronzio
e ai sussulti del frigorifero.
Ti sentirai più sola, nel silenzio,
quando, amore, si guasterà il motore
e dovrai buttar via i surgelati.

(da "Amore mio mi scrivo", settembre 1998) 
  
  
  

Ritardi postali

Fu a marzo che inviai al caro amore
questo urgente messaggio: nel cortile
il pesco già fiorisce, è primavera.
Ma la lettera giunse in aprile,
spenti ormai il pesco e la passiflora.
 
E lei mi scrisse a maggio: caro amico,
sono fioriti la rosa e il soffione.
Ma io lo seppi a giugno: già la rosa
era caduta e sopra la mia scarpa
nevicò triste il dente di leone.
 
E’ appena luglio e già ti scrivo: ahi cara!,
Le foglie cadono, è deserto il mare.
Ti ho tanto amata in aprile, ma tu…
incolperemo il servizio postale
se ora tu m’ami e io non t’amo più?
 
(Da "Amore mio mi scrivo", luglio 1995) 
  
  

Il gatto
 
Il gatto gioca con la lucertola.
Quando, costretto da una pedata,
la lascia sulla soglia,
lacera, mutilata,
è ancora viva, o non è ancora morta.
E io, che non ho cuore di finirla,
su una barella di foglia di fico
la porto dove il sole non offenda
le sue piaghe, e lei la mia vista.
Perdona, piccola amica.
E buon appetito alle formiche.

(Da "Acque territoriali", luglio 1992)

19 commenti su “

  1. Uhù…ohoo????? qualcune mi vuole spiegare??????
    cmq tornarò a leggerti….
    ora devo uccidere,sopprimere questo tizio qua sotto…
    bacio

    aga

  2. non ho capito tanto bene una cosa, ste poesie le scrivi te o sono robe di altri? E’ solo una curiosità, risolta la quale commenteremo a dovere.. saluti

  3. Metallari: Sono mie, queste qui. Un paio di volte ho postato roba altrui e c’era il nome e cognome dell’autore.

  4. Ma non sono stato cattivo almeno con te, Arden. Tu sei la mia blogger preferita. Lo dico pubblicamente e sinceramente. E non so più come dirtelo.

  5. Senza offesa, giovanni, il raccontino precedente, quello della pizza, era una pizza. Quando c’è di mezzo quella lì, il livello scade immancabilmente. Fai bene a rimediare con qualcosa di collaudato. Questa è un’altra musica.
    Un avvertimento per la Arden: l’uomo è veramente malvagio. La poesia lui la la usa per adescare o per ferire.

  6. Siamo alle solite, Annalisa: in una mano la frusta, nell’altra lo zuccherino. Il post precedente… Ma insomma, uno non può scribacchiare in tono minore, ogni tanto? E poi non era letteratura, ma vita vissuta.
    Quanto ad Arden, una precisazione: è una poetessa che amo molto, non la conosco personalmente.

  7. Si, ha ragione Arden… sei di lunga cattiveria. Ma devo confessare che a me piace il cinismo negli uomini, l’ironia e la dissacrazione delle cose. Mi piace molto Ritardi Postali. Ma la prima, Amore Mio, rivela un animo diverso, dietro la cinica patina. C’è amarezza e …l’amarezza è solo negli animi sensibili. Ciao, MISSY.

  8. penso anch’io che qui siamo al piano di sopra rispetto a ieri.
    e ci si vede un discreto panorama.
    confesso però che sto cercando di capire il non detto tra le righe: sei un pò cinico per difesa o sei così come sei come anch’io sono così come sono?
    ecchenesò, per ora. indagherò
    cristiano prakash

  9. se il raccontino sulla pizza era una pizza, perché non scrivi un raccontino sul ghiaccio? sarà sicuramente un ghiaccio. quindi bello, bellissimo.

  10. Ritardi postali non si può più scrivere, è quasi un pezzo d’antiquariato da tenere in una teca di vetro. Ora c’è l’email, altro che ritardi…

  11. Ritardi postali è fantastica! E’ così lieve e umoristica e quel paio di rime leziose che ammiccano. Giowanni, sei già da antologia

  12. Rispondo a tutti in un colpo solo.
    Cattiveria ‘lunga’, cinismo… può darsi, ma solo nei versi. Io sono un nevrastenico, e come tutti i nevrastenici non sono cattivo; o non lo sono lucidamente.

    “Ritardi postali” oggi non avrebbe senso, lo so. Ma fu scritta nel ’95. Allora in pochissimi usavano la posta elettronica. Ah, l’amore ai tempi della posta cartacea!

    Cristiano, anch’io penso che le cose scritte da tempo, rifinite e sedimentate, funzionino meglio. Ma queste poesie, tratte da raccolte di versi concluse e consegnate alla storia (si fa per dire), non c’entrerebbero con un blog, a rigore.

    Eburnea: che piacere! Tu non vai molto “in giro”, mi pare. Grazie, ma questo blog è già un’antologia.

  13. un saluto e te lo faccio qui (il post di sopra mi sembra privato e per questo anche decisamente dolce e non si puo’ dissacrarlo)

    ritrovo sempre leggendoti l’ironia per definizione.. che rende instabile la comunicazione.. non si capisce mai fino in fondo quanto c’e’ di vero nei tuoi versi scherzosamente raffinati.. al di la’ di cosa scrivi e’ comunque questo aspetto che ‘sospende’ e sbalordisce e ti lascia ad interrogarti.. che io trovo delizioso.

    (spero continuerai di tanto in tanto a salutarmi.. se i miei ‘lettori’ ti prendono in giro.. alcuni lo fanno perche’ sono pazzi [non si spiegherebbe il fatto che mi leggano] altri solo per comunicare..)

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