Avevo scritto una premessa alla poesia, ma la donna del ritratto mi ha imposto di eliminarla.
«Non hai proprio un minimo di pudore!», ha detto. «E non permetterti più di scrivere il mio nome nei tuoi diari pubblici del cavolo! Manca solo che ti metti anche tu una webcam nel cesso».
Però è venuta a trovarmi con la borsa del ghiaccio, un mouse (il mio si era guastato), il pane, le medicine per l’influenza e delle polpette a forma di quadrifoglio. Adesso sta cucinando e brontola.

Ritratto di A.

Di tutto ciò che gli amanti regalano
per sedurre e per i compleanni,
e d’altre cose e altre, trovate
in siti esotici, o a San Marino,
all’Esselunga, alle aste giudiziarie,
alle fiere-mercato dei bambini:
di tutto la mia donna ha pieni gli stipi,
e ne traboccano armadi bauli scaffali.
Vestiti per giocare sete indiane
modernità anticaglie eredità
patch-work scorie feticci
e ricordi, ma pure le cose utili:
non si sa mai un ospite, un amico
una cena un decesso un contrabbando
di sesso o d’altro. E siede, regina,
sopra un grande trono di bambù,
strega nel suo antro, dolce megera
di un bazar di un bordello di una chiesa
dove si vende ogni arte e ogni filtro
per ogni maleficio. Il veneficio
si fa coi suoi stessi umori,
con quella sua saliva
che tutto marchia e brucia.
Lillith Circe Medea Beatrice.
Sfoglio il suo volto, maschera su maschera,
e non trovo il gheriglio,
il suo centro. Forse un’infanzia
da bambola di porcellana sul comò,
o le violenze, gli amori, fiori di forra
che lei s’ostina a mettere nel vaso,
mentre quelli s’ostinano a marcire.
Ogni suo gesto è una sfida, un no.
No a chi chiede amore e a chi lo nega,
no al tempo che passa.
Rimane bella, perché il desiderio
lei non può esaurirlo, né esaudire.

19 commenti su “

  1. Sono arrabbiata (che novità:-)) per delle cose assurde che mi sono state dette per mess privati, e per degli sciocchi che girano in rete credendosi i padroni della terra (storia lunga).

    Il post è bellissimo, ecco quando scrivi per le donne saresti da sposare… ma io ho già dato… Un bacio:*

  2. Sfoglio il suo volto, maschera su maschera,
    e non trovo il gheriglio,
    il suo centro.

    Molto bello…
    Auguri, Giowanni, sfogatela bene che poi non torna più per tutta la stagione :-)

  3. Post e poesia bellissimi.
    Sono proprio felice che tu sia tornato, Giowanni! Guarisci bene, ma non cancellare il post :-))

  4. Eh, mi sento un’eletta: sono riuscita a leggerlo quel post primigenio, era molto tenero e molto bello…e molto malinconico…forse lo tingo della mia malinconia individuale, ché così mi capita quando ho contatti con i miei ex. Sigh! Ma non sono pesanti le polpette per un malatino? ;-)

  5. vabbè, si dirà: proiezioni fasulle, verità rivelate in anticipo; ma se io dovessi pensare a qualcuno che ama le donne, con le ingenuità e la stoltezza leggera degli uomini; ma anche la passione e la forza, il profumo d’arance e di mare; che volete che dica, penso a quest’uomo.
    che poi non so come sia fatto, e nemmeno m’interessa saperlo.
    mi sento un pò scemo a scrivere quel che ho scritto, ma i tarocchi zen m’han consigliato di parlare col cuore senza curarsi delle reazioni altrui.
    e in questo, mi sento vicino a te.
    cristiano prakash

  6. Caro Giovanni, l’ho letta assieme a mia moglie. A lei è piaciuta moltissimo. Io mi sento riconciliato con la poesia.

  7. oggi pomeriggio ho finalmente letto tutto il racconto qui sotto e devo dire che merita davvero, mi son subito appassionata al modo gentile ma coinvolgente di raccontare e ora voglio leggere ancora e di più – un’altra cosa Giowanni, sei un animo davvero gentile, no tutto bene con il Moroso, altrochè, son altre le cose, magari normali della vita, ma troppe e tutte assieme, ecco. Complimenti per la poesia, magari io aprire un blog e trovarmi nei ricordi di qualcuno che m’ama/m’ha amata e non ha timori nell’esprimerlo. abbracci.

  8. ritagli femminili..esotici, brillanti.. colorati e pulsanti e liquidi.. venduti al mercatino dei tuoi occhi al prezzo di chissa’ quale sentire.. mi sembra sempre di vedere tutto quando leggo le tue poesie.. mi sembra sempre che ci sia l’atmosfera solenne di una semplice bellezza.. aggiungere aggettivi o ulteriori impressioni sarebbe di troppo..
    perora nera. (ho il brutto vizio di non sapere mai ‘come si fa’.. vado e vengo e ricomincio sempre dallo stesso punto.. saluto in ritardo..)
    notte

  9. Bellissima la poesia: la donna delle polpette dovrebbe cadere stecchita ai tuoi piedi e invece brontola…
    Se non ho capito male hai la febbre: se è lei che ti ispira versi così dolci ti auguro che non passi mai.
    Un abbraccio
    bertolina

  10. Almeno una volta al giorno vengo a visitarti, senza far rumore, come una ladra che non lascia traccia. Rileggo questa poesia, ne rileggo altre. Non trovo parole per esprimere il piacere.

  11. a me queste cose che scrivi piacciono.hanno il potere di arrivare, sparate, dritte, come in soccorso di chi, va cercando ancora le parole.

  12. Siete dutti molto gentili. Ma forse la donna del ritratto ha ragione: questa scrittura è troppa privata.

    Arden, sono sempre on line, non temere. Non sono partito, in nessun senso; e l’influenza è quasi passata, tanto che ieri sono uscito. Vengo subito da te…

  13. che bello questo ritratto fatto con le cose, in assemblaggio….come le teste composite dell’Arcimboldi :)
    buona notte
    (grande curiosità per le polpette a quadrifoglio)

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