Il telefono

 

Specialmente di sera io ti amo.

Con l’ultimo Burchiello

da Marghera e Fusina il vento

Risale il Brenta placido. E’ già freddo.

 

Di sera, specialmente, io ti parlo

e ti amo – ma così tanto

che mi pare rimbalzi e si propaghi

con il vento che pulsa alle persiane

il nostro, mio vaneggiare.

 

E credo tu possa sentire

da casa tua – se pure

mi vieto di chiamarti –

ciò che io ti dico in cuor mio.

 

Come a chi è presente io ti parlo.

– Vuoi ascoltarmi? Perché

non ascolti? Tu hai chiuso la finestra,

ma invano hai dichiarato la contesa

acqua passata, risolta, conclusa.

 

Perché meno vogliamo ascoltare

le parole dell’altro, più loro

c’inseguono insistono frugano

s’insinuano come spifferi

da una chiusura difettosa.

 

E mi pare che infine tu risponda

e mi dica che vuoi, che non puoi,

che devi, che io devo – che dobbiamo.

Ed è allora che accade, ma ti giuro,

non sono io a fare il numero.

 

Per un falso contatto, un’avaria,

o perché il conflitto delle anime

è così fanatico e incessante

da risolversi in qualche sintonia

– hanno un brivido i vetri

e il tuo telefono squilla.

 

E tu di nuovo ascolti la mia voce,

ed io la tua, che sempre

sa di broncio, di offesa patita

e di abbraccio scontroso, anima mia.

27 commenti su “

  1. Troppo bella questa poesia per essere dedicata a una donna col broncio: non la merita.
    Mi viene da abbracciarti forte
    bertolina

  2. Ma sì, lo so che la vostra è compassione, più che ammirazione.
    Patetico, lo so. Ma almeno a Natale, sentiamoci,
    Lù. Perdoniamoci. Lo so che leggi questo blog.
    Ma tu guarda se a cinquant’anni… E del resto questo è un diario pubblico.

  3. no, è ammirazione, giowanni: per le parole e per la persona che sa vivere in tanta intimità coi sentimenti.

  4. Ancora!! Ma lasciala perdere! Te ne faccio conoscere una io che abita proprio lì dalle dalle tue parti. Se ti affacci alla finestra e la chiami ti riponde, così risparmi sulla bolletta.

    a me mi

  5. fiore dei cinquant’anni
    son sempre innamorati i dongiovanni
    ;-)

    (si tratta di uno stornello – per chi non l’avesse capito)

  6. stornelli dell’insonnia

    fiore di cardo
    tante ne ho amate, una non la scordo

    fiore di stoppa
    tante furono poco, una fu troppo

    fiore di pruno
    tanti amori vi sono, Amore è uno

    fiori di corbezzoli
    che portento quei fianchi, quei capezzoli

    fiore di camomilla
    forse era meglio un barbiturico (sì, ma la rima?)

    fiore di biancospino
    ho esagerato con la caffeina?

    fior di rocotta
    io penso a te, tu dormi e te ne fotti

    fior di lupini
    farei bene a pensarti domattina

    fiori e poi fiori a mazzi
    se non dormo domani sono cazzi

  7. fior dei misteri
    chissà se poi ha dormito il Monasteri

    fior degli inganni
    da tutte è troppo amato don Giovanni

    fiore di tiglio
    l’intera mattinata è uno sbadiglio

    fior di parola
    l’unica che non l’ama è quella sola

    fiore di menta
    il malditesta pure lo tormenta

    fiore di fiore
    Monasteri è un poeta dell’amore

    fior di foresta
    qui la stornellata ora s’arresta

  8. fiore d’amore
    ho ronfato per cinque o sei ore

    fiore con rima in “erie”
    mi son fottuto un giorno di ferie

    fiori perduti
    anche gli yogurt sono scaduti

    fiori e canzoni
    e con che faccio adesso colazione?

    Fiori diletti
    ma forse è l’ora degli spaghetti

  9. fior di pendìce
    di stornelli s’infiora una radice

    fior d’oro fino
    Giovanni gran poeta e saracino

    fior di terrazza
    se non mangia il saracino impazza

    fior d’erba spagna
    se non mangia il poeta poi si lagna

    fior di fioretti
    speriamo fosser buoni gli spaghetti

    fiore di more
    se d’amore si vive non si muore

  10. Wow! Il Burchiello! Luisa Pianzola, poetessa Lietocolle, me ne parla sempre. Ué ma non è che sei la Luisa sotto mentite? :-)))

  11. Ha ragione ARDEN, più si legge e più riplende. Concordo con SENZAPIUTEMPO: provo invidia per questa bellissima dedica, non rivolta a me.
    Perchè nessun poeta mi dedica cose così? ne farei un quadretto!!!

    e dì alla tua donna che tolga il broncio, anche se immagino sia quella la cosa che ti piace, vero Giowanni?

  12. Grazie dei complimenti, amici. Missy, purtroppo (o per fortuna) quel broncio impareggiabile non ho più occasione di contemplarlo da vicino.

    Arden, la stornellata è stata molto divertente. Lo so che le mie rime zoppicano, ma, sai, avevo davvero troppo sonno per mettermici seriamente.

    Marco2: Non sono la Luisa Pianzola, né ho il piacere di conoscere questa signora.

  13. Giowanni, riguardo il mio post: confesso che non ho mai letto nient’altro di King, il genere mi inquieta… Però questo libro l’ho trovato meraviglioso. Uno dei più belli che abbia mai letto sulla scrittura!
    E poi, la telepatia vale per tutti quelli che usano la parola scritta… anche tu ;-)

    Ciao, e buon fine settimana

  14. .. in ritardo come al solito.. ma ai tuoi post non posso che dedicare un po’ piu’ di tempo.. prima leggo e mi stupiscono le parole.. il loro suono.. le pause e le improvvise rincorse.. e trovo tutto perfetto.. perche’ poi rileggo e penso che la titubanza.. il desiderio.. l’impotenza e la necessita’ hanno trovato magicamente una giusta collocazione nelle tue parole.. e la poesia e’ questa cronaca di tutto quello che non si potrebbe spiegare se non con queste e solo queste parole..
    buonanotte.

  15. rovassi la lampada di aladino, al suo genio chiederei tra le altre cose, di farmi un dono, farmi scrivere come sai fare tu.

  16. Piaciuta molto, mi piace chi riesce a travestire la sofferenza di ironia. Spiacente per chi non sa che si ama per quanto si è amati, per chi lo scopre troppo tardi, per chi non sa che ritroverà dentro di sè il solco profondo che ha lasciato dietro di se

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