Informatica? Poesia? Scritture private?

Miei cari, stavo riflettendo sull’intestazione di questo blog e sul fatto che il programma originario del blogger giowanni (che non è un nickname, ma un errore di battitura) si è via via modificato. E’ stato l’informatico a voler aprire un blog, non il poeta. Un informatico che magari si riprometteva di cedere la consolle, di tanto in tanto, al poeta. Questi, dal canto suo, non era molto convinto, o addirittura non era contento di esporre le sue “scritture private” in un blog, timido e riservato com’è. Ma alla fine ho l’impressione che il poeta, o l’aspirante tale (o ciò che di lui sopravvive), abbia preso decisamente il sopravvento, a dispetto delle sue tante insicurezze. E allora tanto vale che l’informatico sia dia per vinto, si sbarazzi del titolo “critica dell’interfaccia” e si tolga di mezzo. Non so più come giustificarlo, questo titolo; a meno di non voler suggerire un uso estensivo della parola “interfaccia”, fino a comprendervi i linguaggi in senso lato, e persino il linguaggio poetico (“interfaccia” da e verso l’anima).
Qualcuno vuole aiutarmi, insomma, a ribattezzare questo blog? Nel frattempo mi sbarazzo del mio canzoniere d’amore, mettendo in liquidazione, uno dopo l’altro, i preziosissimi pezzi che lo compongono. Io avrei pensato al titolo “Amore mio mi scrivo”, ma non sono affatto sicuro. Lo metto ai voti.


 

Venedig

 

Come il senno d’Orlando sulla luna

è altrove il tuo cuore. Io trovai il mio

in quella brutta pizzeria – quella sera,

nella città più bella del mondo.

 

Eri la donna più bella, in quel mondo.

Niente ci accomunava, se non lo stesso

ministero, collega. Io non sapevo

che fare della mia vita,

tu dei tuoi week-end.

 

Se abitassimo altrove! A Fiabilandia

troppe regge di marmo oro corallo

illudono lo sguardo, troppi ponti

da attraversare per un uomo solo.

 

Che profusione di fiori sui balconi!

Ma come un’orchidea in Groenlandia

Amore nel tuo paese

non attecchisce, muore.

 

Né possono bastare

a nutrirlo e proteggerlo igloo

di parole, pacciame di parole,

pioggia equatoriale di parole,

serra che cova e scalda un solo fiore.

 

Non c’è lusinga, né brutalità

che ti possa attrarre o trascinare

altrove, che pure è vicino.

 

E per te non ho mappe o dépliant

che ti guidino fuori dal cortile

delle garbate atroci convenienze

in cui trascorri la tua ora d’aria,

 

nel luogo dove saresti

straniera come me

e affettuosa, al tuo cuore più vicina.

 

 

46 commenti su “

  1. ciao giovanni, sempre bello passar di qua e ritrovarti vivo e vibrante – secondo me l’interfaccia ci sta, e proprio per le ragioni che hai elencato tu stesso, ci interfacciamo al mondo, attraverso l’anima, con i pensieri e tutte quelle storie là, eppoi informatico sei, in bilico col poeta, per cui perchè no. a volte intravedo una sensibilità nelle tue parole, analizzata da un occhio matematico, non so come spiegare, un poeta del matrix? mamma la banalità. perdonami, febbricito. bella poesia, io ci capisco poco di poesia, ma amo quando posso immaginare nitidamente attraverso le parole, quasi da sentirne i profumi, abbracci. Fracci

  2. Ha ragione Fracci, secondo me.
    Aggiungo alle sue argomentazioni che ormai questo è il titolo storico del tuo blog e a noi affezionati sta bene che si conservi così. Perché cambiarlo?
    Che il poeta prendesse il sopravvento sull’informatico era, grazie al cielo, inevitabile, per il semplice fatto che tu sei un poeta, anche se fai l’ informatico: un vero poeta, un poeta di rara forza (e aggiungo che dell’informatico senza il poeta, noi, qui, non avremmo proprio saputo cosa farcene, dopo tutto;-)).

    “Amore mio mi scrivo” mi sembra un bel titolo per questi soliloqui poetici col “tu”.

  3. ….tutti uguali ‘sti poeti: concedi loro un dito, si prendono tutta la mano! Giovà, io abbatterei il poeta a vantaggio dell’informatico, così giusto per ristabilire la legalità ( per lo meno una parvenza di legalità) ma siccome mi pare di capire che alla fine ti ci sia affezionato (tacci loro ci fregano sempre!) finirò per sostenere con te, il Vate (con la V dell’attuale Monasteri e senza erre finale!).
    Però “Amore mio mi scrivo” ….. non so…..‘un m’ispira. Io resterei su un vago ed anagrammato “Ceralacca:flirt identici” O anche “Cedri, ceralacca. Inflitti.” Come sottotitolo, in entrambi i casi “informatici maledetti e poeti cibernetici a confronto”. D’accordo, una soluzione centrista, arrabattata, caotica e demenziale, ma tale da salvare capra e cavoli. L’informatico non ci rimarrà male. Troveremo il modo di farla digerire anche al poeta.
    Devotamente Tua….

  4. Ero così deciso a cambiare il titolo, che quasi quasi mi avete convinto a non cambiarlo, Care Arden e Fracci.

    Lametta: IL tuo parere è senza dubbio prezioso, a giudicare dal tuo successo di pubblico e dall’incisività e corrosività dei tuoi post, ma la ceralacca… no, scusami. Anche perchè, ri-anagrammando il tutto… Proprio no. Rifletterò, invece, sugli “informatici maledetti” e sulla cyberpoesia :-))

  5. Allora, diciamola tutta….. il successo di pubblico è una bufala: commentano sempre i soliti rimbambiti. Cioè… il mio è un diario semiserio, la maggior parte delle persone che mi legge mi conosce personalmente, insomma, nessun circolo letterario, solo l’affettuoso (ed a volte rissoso) contributo di amici e parenti. Tra l’altro scrivendo un post al mese quello spazio diventa una specie di forum di Corte. Ecco il motivo dell’elevato numero di commenti.
    Chiarito questo urge precisazione anche sul motivo della mia latitanza dal blog.
    Ebbene si, LAVORO! Concorro, per l’esattezza. Gare d’appalto. Sono la responsabile aziendale del Bid Office (non ridere per favore…. lo so che fa che fa schifo solo a nominarlo). Uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo! Ora, forse, ti sarà chiaro anche il motivo della perversa fissazione con la ceralacca. Ieri notte (domenica) ho chiuso un’offerta per una gara d’appalto all’una di notte. Non so se rendo l’idea, son problemi seri…. ;-)

  6. ….. ovviamente quando parlo dei “soliti rimbambiti” mi riferisco ai lettori del MIO blog. E tu non sei un commentatore abituale…. :-))

  7. Caro Giovanni, a me Critica dell’interfaccia piace. Forse perché mi affeziono alle parole e ai nomi, che perdono lentamente il significato originario e rimangono puro suono, caratteristico di un luogo o di una persona cara. Anche Amore mio mi scrivo (furbaccio!) mi piace, però. Io li userei entrambi, uno sottotitolo dell’altro.

  8. Lamadicorte: sei ingiusta con il corteo dei tuoi cortigiani. Molti di quei commenti mi sembrano davvero divertenti. Alcuni sono anche intelligenti.
    La tua latitanza dal blog? Pochi post, ma sempre molto graffianti e gustosi. Imperdibili. Io li commento, abitualmente, ma il mio commento forse non si nota molto tra i tanti del bretone, di banana & compagnia.
    Un lavoro con la ceralacca mi sembra una cosa d’altri tempi. Certo che, se invece di aprire buste sigillate, tu usassi la ceralacca per imprimere il tuo augusto sigillo, Lama di Corte… Ma va là, che un sacco di maschietti ti corteggiano alla grande, e la cosa non ti dispiace! Del resto, io li capisco…

    Mauro: direi che la tua opinione è decisiva.

  9. Forse ho trovato il modo di salvare capra e cavoli. O forse voglio confondere ancor di più le idee (le mie, soprattutto). Date un’occhiata alla nuova intestazione.
    Voi capite bene cosa s’intende per “basso”.

  10. Giowanni, come al solito, il cervello più immaginoso e fino sei tu. Altro che noi, poveri consiglieri sconsigliati;-)
    Bellissimo sottotitolo.

  11. arrivo troppo tardi per dare consigli, anche se per mia abitudine non mi piace darne. Anche io mi affezziono a nomi e parole, e ti avrei suggerito di non modificare nulla, ma tu hai già trovato la soluzione.
    In quanto al tempo che passo sul blog, è quello che rubo al mio riposo. Alla mia età dovrei già essere a dormire da un pezzo, diciamo dopo carosello, invece sono qui, perchè sono questi, i momenti di solutidine che apprezzo di più. La casa è silenziosa, tutti sono già a dormire, ed io posso finalmente dedicarmi al blog. La stessa cosa faccio subito dopo pranzo, quando tutti, fanno il riposino pomeridiano. Questi sono i miei spazi. In quanto allo scrivere, metterò sul blog un qualcosa che ho scritto stasera, so che non vale nulla, ma è solo una prova, se mi dovessi rendere conto che non ha senso posso sempre cancellarlo.
    A presto.Marisa.

  12. Giovà, abbi pazienza (…..anzi, abbiatene tutti). Dunque, per me – caprona doc – Angelo Poliziano era semplicemente il nome di una via. Esattamente quella che si trova dietro la scuola elementare che frequentai …. diciamo una trentina di anni fa. Così ho cercato in rete. Mica per altro: volevo tentare di capire il senso profondo della metamorfosi del blog e lasciarti un commento (im)pertinente.
    Google mi ha portato dritta nell’opera che citi, che inizia con un maestoso “Le gloriose pompe e’ fieri ludi”. Ora non è per fare della facile ironia, ma che commento pensi mi sia venuto in mente?
    Tuttavia, essendo in periodo d’Avvento, terrò a freno lama e neuroni (quelli veramente sono fermi a prescindere). Mi limiterò a dire che forse potevi lasciare le cose com’erano . Magari l’informatico non se ne accorgeva, il poeta trascorreva un felice Natale e ed Angelo Poliziano restava il nome di una via. A volte i problemi si risolvono da soli.
    PS Prendo bonariamente in giro i Cortigiani perché so di avere a che fare con persone straordinarie, che sanno cogliere il senso ironico ed affettuoso delle mie affermazioni. Anche se passano saltuariamente

  13. ARDEN: se i due versi del Poliziano non ti piacessero, li toglierei subito.
    Ma quale cervello immaginoso e fino. Basso intelletto, bassissimo.

    LAMETTA: devi sapere che io ho una perversione (più d’una in verità, ma questa ha il pregio di essere innocua): ogni tanto tiro fuori i libri del liceo, ormai quasi completamente mangiati dalle tarme (sono le tarme che mangiano i libri?) e leggiucchio qua e là, dove le parole sono ancora leggibili. Mi piacciono quei due versi tratti da “Stanze per la Giostra” del Poliziano, un’invocazione ad Amore. Molto bella, in verità, tutta l’ottava:

    O bello iddio ch’al cor per gli occhi inspiri
    dolce disir d’amaro pensier pieno,
    e pasciti di pianto e di sospiri,
    nudrisci l’alme d’un dolce veleno,
    gentil fai divenir ciò che tu miri,
    né può star cosa vil drento al suo seno;
    Amor, del quale i’ son sempre suggetto,
    porgi or la mano al mio basso intelletto.

    Ah, quel dolce veleno!
    Quanto alle gloriose pompe… può ben darsi che i fieri ludi blogghici siano un ripiego; ma vedi che i versi del Poliziano, tutto sommato, c’entrano? Soprattutto mi pare in tema il basso intelletto. In più d’una circostanza, nella mia vita, mi sono sentito ripetere una frase che voi donne dite spesso: “tu ragioni col… “.
    OK, si sta scadendo (ma mi piacciono questi ludi). Ciao, Lamettina.

  14. mi piace da morire la quantità esagerata di vita che fluisce dietro ai più fini dettagli.non male la scelta giowanni, la mia ignoranza mi limita, ma finchè senti che queste parole a prestito ti rappresentano in pieno, mi par che vada, no? un abbraccio, F.

  15. Ma perchè siete tutti così eruditi, e il Poliziano, e le pompe e i fieri ludi?
    A me, che arrivo tardi ma naturalmente voglio dire la mia, “Critica dell’interfaccia” non mi ha mai ispirato, proprio per i suoi ostici rimandi informatici: il Poliziano invece mi sta antipatico, non so bene perchè, forse perchè sa di muffa.
    Applaudo dunque incondizionatamente e voto per “Amore mio mi scrivo” che mi sembra geniale, come il mitico suo inventore, il poeta Giovanni.
    Ciao
    bertolina

  16. Bertolina, i tuoi suggerimenti mi mettono in crisi, visto che finora sei in netta minoranza. Tengo molto al tuo giudizio, ma questo era un plebiscito, purtroppo.
    Quanto all’erudizione, io mi fingo erudito per non dover ammettere la mia ignoranza. Il Poliziano lo conosco per caso e, sì, devo confessare che mi piace.
    “Critica dell’interfaccia” non potrebbe far pensare a Kant, oltre che all’informatica?

  17. arrivo tardi… Pensavo: tu hai cambiato il titolo, io ho messo la carta da parati nel blog… curioso, no?
    No. Come non detto. :-)

  18. fior dei mill’anni
    che il mio consiglio non rimanga vano:
    non cambiar l’Interfaccia don Giovanni

    fiore silvano
    te lo ripeto ancora e te lo scrivo:
    non togliere ti prego il Poliziano

    fiore d’ulivo
    per il tuo canzonier di rime perse
    suona pur bene “Amore mio ti scrivo”
    ………………………………..

    [non è un vizio: giusto un’eco;-)]

  19. Ti ringrazio per il suggerimento, ma ricordati che sono una novellina, non soltanto è la prima volta che mi cimento ad inventare, ma non ho neanche le idee chiare su come dovrei fare a calcare di più la mano.

  20. Confesso che il titolo originario del tuo blog mi lasciava un po’ perplessa: non ho mai saputo cosa sia un’interfaccia e forse non lo saprò mai. “Amore mio mi scrivo” mi piace più di tutti.

  21. Fiori di prato
    “mi scrivo” o “me la scrivo” è certo in tema
    ma all’interfaccia sono affezionato

    fiori d’organza
    intanto che voi il titolo votate
    io mi limo e mi cambio alcuna stanza

    Fiori di strame
    m’è venuta gran fame e vado tosto
    a friggermi quattr’ova nel tegame

  22. Giovanni, che sono questi problemi? titoli, interfaccie…
    Pensa a scrivere, e a commentare (che è un pò scrivere anche quello). A leggere ci pensiamo noi. Che poi sia sotto un titolo o sotto un’altro, ha tutta questa importanza?
    Un saluto a tutta la compagnia, sempre stimolante e simpatica.
    Ricard0reis

  23. Giowa’! Non ce la faccio stasera a leggere tutti i 28 commenti accumulatisi… Ma che significava “Critica dell’Interfaccia”? Che volevi criticare a un’interfaccia? Per me può restare, è bello, suona bene. Se il contenuto è più poetico che informatico, che importa?
    E’ come le palle di Mozart: si mangiano.

  24. Ok, ho deciso: sostengo la lista cristiano prakash. “Poetare a venezia” non è male. Sottotitolo: informatizzare a Milano. No eh??? Vabbè… io nel dubbio riprenderei in considerazione “Cedri, ceralacca. Inflitti”. Che non significa niente ma è sempre meglio di Poliziano. :-)

  25. Poetare a Venezia????
    Eh?
    Ti supplico Giovanni, non diventare melenso, mieloso e mellifluo!!!
    Tieniti Poliziano, va!
    FF

  26. grazie della preferenza, partecipo per divertirmi, e sportivamente!

    C’è molto nel mondo
    -Dylan Thomas

    C’è molto nel mondo che non muore
    e molto che vive per perire,
    che sorge e cade, sboccia per appassire.
    Il sole di stagione, che dovrebbe conoscere il tramonto
    fino al secondo della buia venuta
    la morte avvista e avvede con terrore
    nel fluido cielo la costola di un cancro.
    Ma noi, rinchiusi nelle case del cervello,
    Rimuginiamo su ogni pianta di serra
    che sputi intorno le sue foglie senza linfa,
    e sorvegliamo la mano del tempo che in eterno
    scandisce il mondo,
    chiusi nel manicomio imploriamo di respirare aria fresca.
    C’è molto nel mondo che muore;
    Il tempo non guarisce né risuscita;
    Eppure, pazzi di sangue giovane o macchiati dagli anni,
    siamo ancora restii a rinunciare a ciò che resta,
    sentendo il vento sul capo che non rinfresca
    e sulle labbra l’arida bocca della pioggia.

  27. Poetare humanum est. Perseverare diabolicum.
    L’interfaccia è una cosa seria, non la lascerei perdere, lascerei perdere piuttosto la critica. Interessante l’idea di Fracci, che l’anima sia un’interfaccia. O lo è la scrittura?
    Venezia stessa è un’interfaccia con l’oriente, se si esce dal cortile…

  28. Vengo sul tuo blog per chiedert aiuto.
    Mi sono nuovamente cimentata a scrivere, ma non ho fantasia,non ho argomenti, allora gioco con le parole, ma vorrei il tuo parere senza orpelli.
    Non affermo che i complimenti mi lasciano indifferente, ma non mi aiutano a crescere.

  29. Certo che può far pensare a Kant, ma anche per questo non mi piace: mi è toccato leggermi tutte e tre le Critiche quando studiavo Filosofia e mi è bastato per il resto della vita…
    Ciao,abbracci e sorrisi normali, senza parentesi, punti e virgola, ecc…
    bertolina

  30. Già. Quaranta commenti! Neuroni bruciati a pensare al titolo del tuo Blog. Ha ragione Sadako0-Anyanka. Chiamalo solotesto e non se ne parli più.

  31. Dichiaro chiuso il seggio e comunico il risultato delle votazioni. La maggioranza dei frequentatori di questo blog preferisce che non venga cambiato il titolo “Critica dell’interfaccia”; e io sono un democratico, che diamine.
    Per quanto riguarda il “sottotitolo” (o come vogliamo chiamarlo)… beh, qui divento un despota e mi tengo “il sorridente Poliziano”. Anche perché il plebiscito era solo sul titolo.
    Che cos’è un’interfaccia? E’ qualcosa che sta tra ciò che è noto e ciò che non lo è, come le porte della celebre frase di William Blake:
    “Ci sono cose che conosciamo, altre ci restano ignote: in mezzo stanno le porte”.

  32. Io non ho mai scritto, ho solo sempre e soltanto letto, tanto. Ma i miei studi non sono classici, ho frequentato il commerciale, e la differenza si vede. Lo studio di alcune materie serve, molto più di quanto si possa pensare.

  33. “critica dell’interfaccia”, “amore mio mi scrivo”, prova con: “conflitto tra periferiche”
    Non ha l’odore acre della filosofia ne quello zuccheroso della filastrocca, è più manesco, per chi ha il Rififi.
    Scusa l’intrusione, o la visita, è che sono capitato per caso e “ho percepito il conflitto che è in te padre – non c’è nessun conflitto Luke, andiamo dall’imperatore…”
    Sono ancora confuso, se capiti da me ti offro un the.
    Ciao

  34. Sul senno d’Orlando (e lì intorno) c’è una bellissima poesia di Pierluigi Cappello.
    Auguri, informatico.

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