20 commenti su “Articolo successivo

  1. Eby, i regali devono essere una sorpresa.
    Quelle pantofole non sono mie. Volevo solo mostrare che sono… vuote. Anche il mio cuore intossicato si sta lentamente svuotando. Il veleno era qualcosa…
    Mi sento vuoto, più che solo. Vuoto come una zucca decorativa. Vuoto come un post senza commenti. Vuoto come l’altra metà del mio letto. Vuoto come il mio ultimo libro di versi.
    Fatemi un regalo di san Valentino, fatemi un regalo, fatemi un regalo. Fatemi un regalo.

  2. nel vapore della pentola.. negli scontrini della sera.. nelle lenzuola disordinate, distese.. nelle coperte solo per coprirsi.. nelle notti di sete o di sudore.. lenta e calma presenza.. nella pioggia e nella nota grave, vibrante.. nel detersivo per i piatti.. nelle mandate alla porta.. nelle stagioni ad alternarsi.. nei silenzi e ancora silenzi ad implodere in parole inesistenti.. nell’urgenza del calore.. nel ‘non era questo che volevo’.. nel ‘sei solo tu’.. nella giostra delle sigarette.. nei proverbi per salvare il salvabile.. nelle tende e negl’occhiali da sole.. nel gesto da misurare.. nella parola da pesare.. nello sguardo sulle spalle e poi alle spalle.. in tutti i brividi, anche di freddo.. nel freddo improvviso.. nella sciarpa profumata.. nella sua prima parola.. nel suo ‘no’ che accoltella alle spalle..nel tuo ‘no’ con cui ti accoltelli alle spalle.. e in tutti gl’impermeabili a proteggersi.. nel ‘ricominciamo da capo’.. e poi nelle mani, le rughe, le manie.. negl’armadi chiusi e le boccette allineate.. nei modi di dire.. nei tic nervosi.. nell’espressioni tremolanti del viso.. nei preludi di dolore.. nei divani.. nelle auto.. negl’oggetti dimenticati lì per caso e di sicuro negli ombrelli.. in ogni ombrello.. nel libro sottolineato.. negl’aggettivi preferiti e di certo negl’avverbi intercalari.. nei portafogli, porta-oggetti e nelle foto.. nei cassetti e nei cambi di stagione.. nel colore preferito.. nella canzone allegra di un’estate.. nello sguardo dal finestrino.. nella marca della birra e della pasta.. nel camino di turno.. nell’odore di muffa di uno stanzino.. nei sottobicchieri.. nel sottotetto.. nel sottinteso.. complicita’ mal ricordata.. nell’abbraccio.. nella risata.. nella rampa di scale.. nel pulsante dell’ascensore.. nel fischiettare della domenica mattina.. nella lettera stropicciata e nel foglio troppo bianco.. nel tentativo inutile.. nella soluzione impensata.. dappertutto .. e ora nell’assenza.. eppure tutto sempre e solo nell’idea..

    troppo semplice da sembrare complicato.

    e quelle pantofole sono tenerissime per te non soltanto perche’ sono vuote.. il mio regalo per te e’ la mia precoce disillusione contro il tuo dolcissimo disagio.. ti regalo un giowanni con le pantofole vuote..

  3. io io 35 anni e ho avuto solo un regalo per san valentino, circa quindici anni fa, poi il nulla…ok, starai pensando che sono una cozza, una cozza sfigata…e magari e’ vero, e magari no…
    Buon Sanvalentino Anyway
    marietta

  4. Grazie di cuore per la dedica del blog, amico mio.
    Mai avuti, mai fatti regali di san Valentino, io. Quando ero giovane io, era una “tradizione” che, come Halloween e altre feste coloniali, ancora non era stata importata e imposta qui da noi. Io ne sapevo l’esistenza in un altrove geografico-temporale solo e unicamente a causa delle canzoncine di Ofelia nell’Amleto. Pensa un po’!

    Sicché per San Valentino ti farò il regalo che un tempo, qui a Padova, era davvero tradizione fare in questo giorno ai bambini (come te): una chiavetta da appuntare sulla magliettina, sotto la camicia, che protegge da tutti i mali e che viene distribuita oggi nella chiesa di Santa Maria dei Servi, a quei pochi che ancora se ne ricordano e portano i loro pargoletti a prenderla…

    (Le pantofole sembrano in buono stato: potresti portarle in uno degli appositi cassonetti della Caritas.
    Sarà carino vedere poi la bella che nuovamente avrai tra le braccia camminare scalza, in punta di piedi, o infilare ridendo le tue vecchie ciabatte sformate…)

  5. San Valentino

    Dopo aver camminato sulle punte
    deodorati attendendo il nostro turno
    ci lasceremo scegliere le rose
    in numero esclusivamente dispari
    osando evadere forse il colore
    o forse va bene il rosso, ha ragione
    la signora lucida come il cellofan
    con forbici e disprezzo sopra il banco

    (se non sbaglio, 1994)

  6. Eppure ti ci vedevo bene, con quelle “savate” lì. Tutti hanno ciabatte vuote per casa, o i loro fantasmi. Io le ho buttate, regalate a mio padre, usate (!) fino a logorarle.

    Per me San Valentino non vuol dir nulla; la festa dell’amore va celebrata quotidianamente e quindi non faccio regali a mio moroso oggi, né lui a me. In quanto a santi, mi basta san Bianciardi :-)

  7. “San Valentino fu il primo vescovo della città di Terni, ma i suoi miracoli lo resero famoso, ben oltre i confini dell’Impero. Perseguitato dal Senato romano cadde martire il 14 febbraio del 273, sotto l’impero di Aureliano. Ma è per aver celebrato il matrimonio tra una giovane cristiana ed un legionario pagano che divenne il protettore degli innamorati. Tutti chiedevano la benedizione nuziale del Santo, ricordata oggi dalla Festa della Promessa.”
    Dal sito del comune di Terni 

    “Vissuto nel III sec. dopo Cristo, il santo sacerdote e martire di Roma è commemorato nel Martirologio Romano il 14 febbraio con un latercolo (registro) proveniente da Beda (VII sec.). Nella leggendaria “Passio Mariae et Marthae” si racconta che Valentino, arrestato per ordine di Claudio il Gotico, fu decapitato sulla via Flaminia, e sul suo sepolcro al II miglio della stessa Via sarebbe poi sorta una basilica voluta da Papa Giulio I, successivamente rifatta e “magnificamente ornata” da Papa Teodoro.
        La festa di San Valentino presbitero di Roma pare fosse celebrata già all’epoca di S. Gregorio Magno ed è notata nei Capitularia del sec. VII e nel Sacramentario Gregoriano.
        Il martire veniva invocato contro il male della peste e dell’epilessia. Quanto al titolo di “patrono degli innamorati” pare gli sia stato attribuito nel Medioevo poichè si riteneva che il 14 febbraio, giorno della sua festa, gli uccelli iniziassero a nidificare seguendo il risveglio della natura e dunque dell’amore. ”
    Da un sito della città di Abriola.
    Non ho la minima idea di dove sia Abriola, ma mi sembra più verosimile questa seconda ipotesi, in quanto nella chiesa orientale che ha conservato le forme antiche non si ha traccia della innovazione che lo fa patrono degli innamorati. Innovazione che ha tutta l’aria di essere molto tardiva, successiva allo scisma.

    Ma bando all’arida storia, oggi un amico chiede un regalo:
    Un vaso di fiori di Odilon Redon a Giowanni, perche lo usi per adescare la fanciulla che avrà il privilegio di calzare quelle che sotto la vile apparenza di ciabatte sono le babbucce di Sheherazade, augurandomi che colei che le calzerà possa raccontare le più belle storie al suo sultano saracino senza minaccia di morte.

  8. Il male della peste si presta bene come metafofora per l’innamoramento. Anche l’epilessia, in quanto mal caduco (e non per niente si “cade” innamorati) è adatto paragone, mi pare.

  9. Sai, Eburnea, oggi leggevo su Repubblica che lo sceicco Suad Ibrahim Salih dell’Università di Al Azhar, interpellato via Internet da una fedele Musulmana sulla posizione dell’Islam rispetto alla festa di s. Valentino, dopo aver detto, ovviamente, che la festa non ha fondamento religioso, ha concluso citandoti, e cioè dicendo:
    “l’amore che si nutre va dimostrato ogni giorno dell’anno, e non in una data particolare, scelta da altri.”

  10. A proposito di regali – Vuoi un cucchiaino di zucchero?– era sempre la proposta di mia mamma quando da bambina, nei giorni di malattia, piagnucolavo di volere un regalo…
    Che rabbia che mi faceva!

  11. Arden,
    ovvio, gli ho fatto io da ghost writer, allo sceicco :-)
    (la verità è che io cerco di far passare questa idea a mio moroso: bisogna festeggiare ogni giorno, mi fari un regalo al giorno, per favore?? :-))
    Rififi
    Che meraviglia, non ricordavo tutti questi appassionanti dettagli sul santo.

    Mi pare che il tuo augurio a Giovanni sia molto bello, mi associo!

  12. profondità di google, Eburnea; si può far bella figura con due click…
    Il regalo è farina del mio sacco invece, spero sarà gradito.
    Mi colpisce molto che a qualcuno venga in mente di chiedere ad un sapiente di Al Azhar (sceicco, significa anziano, non riccone in arabo) circa la festa di S. Valentino, sempre notti d’oriente per Giowanni.

    Arden, il paragone della peste non è del tutto estraneo; S. Sebastiano, protettore dalla peste, ha subito una sorte analoga, per altri innamorati.

  13. ecco, il mio regalo: è una poesia, esile esile (spero che Splinder non la divori come il mio commento di ieri al tuo post precedente)

    Così lentamente affiori…
    e l’alveo dei pensieri
    si fa grembo
    (dolce)
    dell’abitudine lieve
    che non catena silenzi
    nè scioglie parole…
    Solo tiepida il buio
    e lo fiorisce.

    buon s.v. giovanni.
    zena

  14. Swandive, la tua bellissima poesia d’amore è esattamente il regalo che speravo di ricevere da una poetessa come te. L’amore che permea tutti i ricordi e s’insinua in tutti i gesti, per poi svuotare ciò che ha riempito e lasciarti come.. come il fondale di un canale cosparso di immondizie e relitti, a Venezia, quando la bassa marea segue all’acqua alta.. non potrebbe essere cantato meglio. I tuoi versi hanno il ritmo di una qualche canzone che conosco, quel salmodiare. E il tuo elenco, in definitiva, potrebbe essere anche il mio. Ci aggiungerei solo le pantofole vuote. Grazie, grazie Swandina.

    Amarcord69, se non sei così sicura di essere una cozza, probabilmente non lo sei. Io sono un uomo affascinante, alto un metro e tot, intelligente e sensibile. “L’altra metà del letto” è disponibile. Le pantofole no, essendo una sacra reliquia. Temo, tuttavia, che qualunque donna sarebbe una supplente o un’abusiva, fino a quando non riuscirò a buttare nel cassonetto quelle pantofole (come Arden mi suggerisce di fare).

    Eburnea, oggi mi sembri un po’ cinica, a dire il vero. Sei un’infedele (nel senso di “donna senza religione”). La liturgia ha un’importanza fondamentale per chi attende il secondo, il terzo, il quarto avvento (ci lasciammo tante volte, io e lei). E ogni volta che mi prostro davanti a quelle pantofole, mormorando le mie litanie in versi (“vieni, deh vieni!”), sono certo che, lassù, un telefono squilla senza che io faccia il numero, e al deus (alla diva) fischiano le orecchie. Prima o poi risponderà, ne sono certo.

    Arden, anch’io faccio raramente regali di San Valentino e di Natale e di Pasqua e per la festa della mamma e per la festa della donna e della befana e di compleanno… Ma una volta m’è capitato di ricevere un regalo di San Valentino e non sapevo neppure che fosse il giorno di San Valentino. Ci sono rimasto male e ho dovuto rimediare l’indomani. Da allora in poi faccio il regalo di San Valentino, se c’è qualcuno a cui poterlo fare.
    Grazie della chiavetta, amica. Non so cosa potrò aprirci, ma proverò a usarla come portafortuna e passepartout, io che credo molto negli amuleti e nei feticci.

    Enzo, la poesia è molto bella. Soprattutto”la signora lucida come il cellofan/con forbici e disprezzo sopra il banco”. Grazie, è un bellissimo regalo di san Valentino. Ho sempre da recensire quel formidabile, geniale libro di versi: “algoritmi”. Prima o poi voglio trovare il tempo per farlo.

    Topo, mi fai due regali, tu: la dotta dissertazione sulle origini della festa di San Valentino e i fiori di di Odilon Redon. E’ la prima volta che un uomo mi regala dei fiori per San Valentino! Tutti questi regali, per la verità, mi tirano su il morale, scampandovi così dal dover scrivere il mio martirologio.

    Arden, l’innamorato come l’appestato? Preferisco pensarlo posseduto da un dio, in preda a crisi mistiche e visioni. Lui stesso si bandisce dal consorzio umano e dimora nel deserto, macerandosi nelle più crudeli penitenze e respingendo le più voluttuose tentazioni. Grazie del cucchiaio di zucchero, ma mi sono messo a dieta (più che digiunare). Voglio mantenere il mio peso forma.

    ri-aburnea, qui non stiamo parlando di morosi e regali. Il discorso è assai più impegnativo. Divaghi perché ti rifiuti di farmi un vero regalo.

    Sleepless La parola “regalo” è un regalo originale.

    Anyanka Ricambio con un sorriso.

    Zena, mai una donna mi ha regalato un fiore tanto delicato, dal disegno così perfetto. Ripiego il prezioso foglietto e lo serbo nel giustacuore (perché mi piace la rima con fiore).

    Un bacio a tutti.

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