Lo specialista

Una lieve carezza sulla carotide,
poi, per due secondi, mi ausculta il cuore.
Mi scruta dentro un occhio, poi nell’altro,
senza guardarmi negli occhi.
Mi misura il cranio con un metro,
come un sarto, un antico cappellaio.
Mi farà un’anima nuova e alla moda.
Palpa la fronte, le palpebre.
Annota ciò che va detto per l’anamnesi
e pure ciò che non dico
per pudore.

“Cefalea essenziale” è la sentenza.
Ci avrei giurato: io non potevo
ammalarmi di un morbo che non fosse
la quintessenza di quel morbo stesso.
L’archetipo, l’idea platonica del mal di testa.
La delucidazione non sarebbe
compresa tra i suoi doveri
o nel prezzo, o in entrambi. Tuttavia
mi spiega che “essenziale”
è quell’affezione o malattia
di cui non risultano obiettive
cause o indizi nel sangue o nelle varie
escrezioni, che pure attraversano
il disordine vasto dei pensieri
e la cancrena della nostalgia.

Essenziale. Però mi propina
bonifiche antibiotiche, non si sa mai,
e non steroidee e cortisoniche.
Io invece mi prescrivo di:
alzarmi dalla sedia,
aprire la finestra,
spengere il PC.


 

 

23 commenti su “Lo specialista

  1. Dieta idrica, té caldo e a letto presto. Niente formaggio né cioccolata e stai tranquillino. Lo sai, no? Carezzina carezzina sul bavero del giubbotto.

  2. La parola essenziale mi ha sempre messo di malumore perché spesso le cose essenziali non sono piacevoli. O non sono tanto piacevoli quanto le superflue e inessenziali.
    Se tu cercassi di trasformare in superfluo il tuo malditesta, forse potresti portartelo piacevolmente a spasso come un bel lusso, un vezzo, un tocco originale e fascinoso, da curare nel senso di custodire ed aver caro, non in quello di eliminare – perché ne sentiresti troppo la mancanza.

    Odio anch’io la parola “postare”.
    Al suo posto concordo nel preferire: pubblicare. Ma persino il generico mettere mi darebbe meno fastidio del famigerato “postare”.

  3. Posto che il posmoderno “postare” sia una forma di turpiloquio, non posto ma pongo nei commenti una burla placebo.

    Essenza dunque all’apparenza
    sarebbe a dire un mal dell’anima
    ché si distingue da sostanza
    che per alcuni invece è omonima

    Per cura per sortire dall’impasso
    non son medico veneziano
    ma ordinerei subitaneo salasso
    di tempo dedicato al divano

    Il divano dei pensieri tristi
    della malinconica rivista
    che ripete non mi capisti
    del maledetto mal di testa

    aprire la finestra e uscire
    si mi pare un buon rimedio
    tastiera e schermo trascurare
    di carta armato rovinare il tedio

  4. Trovo sempre rosso, e non riesco a postare, ma me ne dolgo poco, quando riesco a leggere testi come il tuo.

  5. Ma questo luogo non era votato al solotesto, un tempo, programmaticamente? “Come si caaaaaambia, per non moriiiiiiire, come si caaaaaaambia, per ricooooominciareeee”
    Mi è piaciuta, questa lirica tutta fatti – però, a Arden obietterei:

    Se tu cercassi di trasformare in superfluo il tuo malditesta, forse potresti portartelo piacevolmente a spasso come un bel lusso, un vezzo, un tocco originale e fascinoso, da curare nel senso di custodire ed aver caro

    A parer mio, è esattamente quello che fa Giovanni :-)
    Buon martedì!

  6. Per un poeta il superfluo è essenziale.
    Plaudo all’uso di immagini, queste poi sono così fattuali da assomigliare più ad una voce sul vocabolario che all’oggetto rappresentato.

    (J. Kosuth, Chair. Castello di Rivoli)

  7. Astutissimo Topo, se, come tu dici, il superfluo è per un poeta essenziale, potremmo infine giungere alla definitiva diagnosi: Giowanni gode di un malditesta essenziale e superfluo insieme. Essenziale in quanto superfluo.

  8. Tutto apPOSTo? Come vanno i POSTumi della cefalea essenziale? Secondo me, i neologismi (belli o brutti, spiacevoli o puzzolenti che siano) sono il segno di una lingua che vive… no? (Vi prego: non massacratemi, adesso, per quanto ho scritto)

  9. posso prendere una poltroncina e sedermi vicino? anch’io tanto mal di testa, ma invento tremila scuse per non andare dal medico.
    ps)giovanni…che golden sorpresa. grazie

  10. Vuoi dire che devo scrivere di più, vero Gio? E hai anche ragione!… sigh…

    Vuoi le coccole? E come faccio ad aiutarti io, che soffro di coccolite cronica?! ;-P

    Arden: io no so, ma non mi stancherei mai di leggerti… anche qui, nei commenti, sei perforante! Un bacio grande, grandissimo!

  11. Personalmente trovo più interessante l’ardenesco dualismo essenziale-superfluo che l’aristotelico accidente-sostanza (se non sbaglio, sostanza e essenza sono la stessa cosa per Aristotele). Epperò l’accezione filosofica mi pare maggiormente affine alla nozione clinica di “essenziale” in opposizione a ciò che è accidentale, cioè dovuto a un accidente (accidenti a tutti i dottori in tutte le discipline).
    Delle cose non essenziali (in senso ardenico), ma superflue, non si può fare a meno? Ecco che allora le cose inessenziali sono essenziali. Ma questa affermazione contraddice il principio di non contraddizione!
    Al diavolo Aristotele, Anna: hai ragione tu. Adesso dovrei andare a comprare il pane prima che chiudano, invece preferisco rispondere ai commenti… chissenefrega, mangerò fette biscottate….
    Io provo, Annina, a fare un lusso, un vezzo (ecc.) del mio mal di testa, ma ci riesco solo quando posso mangiare due uova fritte e bere un bicchiere di vino senza vomitare. Se non è troppo forte, il mal di testa, ho la fronte corrucciata, una profonda ruga d’espressione tra l’angolo dell’occhio sinistro e la tempia; e insomma la cefalgia mi dona e posso goderne, scriverne, sentirmene ispirato come da un’intossicazione da acido lisergico. Ma quando è troppo forte, giuro che preferire sentirmi sciattamente in forma e poco ispirato.

    Eburnea, sono una persona poco coerente e finisco sempre per smentirmi. Diciamo che “era” solotesto; adesso è solotesto-qualchevolta. Del resto, essendo il mio blog un multiblog, non me la sento di imporre a co-bloggers una regola così ferrea, peraltro ripetutamente infranta.

    Al3sim, nel gioco delle parti tra conservatori e progressisti, in fatto di lingua, io preferisco stare dalla parte dei conservatori. Poi lo so che la mia è una causa persa. In ogni caso, non sono un purista integralista: è che alcune parole non mi piacciono.

    Gloria, due coccoloni posso incoccolarsi a vicenda, no?

    Zena, mal di testa comune, vero gaudio, se l’emicranica sei tu. Il tuo post meritava il Nobel, ma io posso assegnare solo il G.P.

  12. OT (il gemello di ET): Giovanni, io trovo sempre il semaforo rosso. Che devo fare? Vorrei contribuire anch’io ma sono uno ligio al codice stradale, infatti non ho più la macchina.

  13. Franz, posta pure. Ti autorizzo a passare col rosso. Visto che devi postare, inutile che spengo il semaforo per riaccenderlo subito.

  14. Niente. Divertiti. Tanto io parto, vado a ‘sto reading e vi lascio tutti qui a scrivervi addosso, mentre io leggo dal vivo. Al reading sarà presente un importante editore e pare che er sindaco de Roma farà pubblicare i racconti che i partecipanti al reading leggeranno. C’ho persino l’accompagnatrice (una recente conoscenza). Frega niente a me degli U2. Come si fanno le linguacce con le smailes? (ç)

  15. E’ la vita, ad essere essenziale. E nessuna cura, caro giowanni. Se non scrivere, non scrivere, spengere (magnifico) il pc e poi riaccenderlo,e leggere cose così. Insomma, il superfluo è essenziale, per curarsi dall’essenziale…
    una buona giornata

  16. Secondo me tutti questi amici bloggers che sentenziano sul mal di testa non ne hanno mai sofferto…Altro che dissertazioni su essenziale o superfluo, altro che vezzo…il mal di testa è una persecuzione, un castigo divino, un tormentone senza pari e chi ce l’ha da una vita lo sa.
    Consiglio optalidon, lixidol, efferalgan, lonarid, novalgina e conseguente inevitabile gastrite.
    bertolina

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