La mimosa

Un solo anno e almeno cento giorni
segnati in rosso – mesti anniversari!
Il ventisei febbraio, l’otto marzo…
La Prima Volta, l’Offesa, il Perdono,
i dieci addii, i nove ritorni.

E corre il tempo, lenti sfoglio i giorni
di questo calendario,
e tu non sai, smemorata,

che il giorno del tuo compleanno
è Natale, l’Egira e Capodanno.

Il primo Avvento, il secondo,
l’Ascensione al castello di Asolo,
la Gita a Cividale (già nel terzo)…
Dozzine di pasque gaudiose
e altrettanti venerdì santi.

Era d’inverno, quasi già primavera,
quando, al maestoso plurale,
disse la dea: facciamoci una storia.
E come allora, come 
le viole della canzone, 
sfioriscono le viole e rifiorisce…

La mimosa! Un intatto ramoscello
comprato ad un semaforo
un anno fa: patetica reliquia,
povera scoria.

La sdegnasti ("no grazie"), quasi offesa.
Aborrivi le cerimonie.
L’omaggio floreale, poi… così old-fashioned.

Lacero coi denti il cellophane.
Ed è un’esplosione di polvere
giallognola, copiosa polluzione
di petali disfatti, non più di polline.

23 commenti su “

  1. “Avvento” da advenio-is? Ti segnavi sul calendario gli “avventi” con una crocetta?
    Ho già pronto il regalo per il tuo prossimo compleanno: candele, incenso, un turibolo, un calendario di padre pio del 2003……… O preferisci delle rose di plastica da mettere davanti alla sacra effige?
    Scusami se sono dissacrante, so che questo è un giorno di passione per te. La religione è una cosa seria, ma la tua splendida ironia ti salva.

  2. Ti consiglio di usare l’aspirapolvere, fratellone. Vuoi tenerti il polline sul pavimento fino a marzo dell’anno prossimo?

  3. Passato anche questo
    incolume da mimose
    non più dell’uso
    caricato il basto
    il nove riprende a marzo
    naturale e la primavera
    tira trappole mi sforzo
    di non scoprirmi ancora
    ma gocciola il naso
    forse un’allergia
    polline di mimosa

  4. Mio dio, sono circondato. Adesso anche la famiglia.

    Naima, i sacri riti riguardano la scrittura. E, come sai, mi sforzo (alla fine) di scindere le due cose: i testi e l’occasione da cui nascono.
    Quando agli “avventi”, erano periodi di grazia (o quasi), dopo ogni rappacificazione, che seguiva a un addio “definitivo”. Insomma, cicli di passione-resurrezione.
    Questo è un testo, Naima. Forse dovrei cercare altri lettori. O scrivere altro. La lettura che i parenti e gli amici fanno è troppo affettuosa e/o coinvolta. Sto bene, non occorre che ti sforzi di farmi ridere.

    Rififi, non sei il solo a essere allergico alla mimosa (non sto parlando di me).

  5. Il testo, Giowanni, a me pare bello. C’è dentro sintetizzata tutta una storia (e anche un ritratto: quel “facciamoci una storia” detto dalla “dea”, per esempio, è impagabile) con gli stati d’animo del passato e del presente che si sovrappongono in trasparenza entro il monologo dialogante, che cerca di evocare la figura, e anche il tempo, assente.
    La chiusa, riportando tutta la frenesia dei moti del cuore e della rievocazione-evocazione al presente e alla “immobilità” in cui tutto s’è spento, è lucidamente perfetta.

  6. Se devo essere sincera non mi interessano… però amo i regali quindi…
    Per la poesia… un giorno ti dirò! Forse…

  7. Eburnea, non potresti essere pià concisa?

    Anna, dopo i tuoi lucidi, preziosi, affettuosi commenti e consigli, tutto (non solo i versi) mi appare in una nuova luce.

    Anyanka, non c’è fretta.

  8. Allergica ai pollini e alle feste rac-comandate, schivo la mimosa (che pure da vedere è così bella con le guance color sole…) e mi trattengo ad indugiare in questo posto interessante, trovato per caso, come accade quando bloccati da una sequenza di semafori rossi si decide di cambiare strada e ci si perde in vicoli e traverse e finsce che alle fine c’è un incrocio e, guarda un po’, si finisce per accostare e fermarsi ad ascoltare quel duo di artisti di strada che senza fretta suonano La vie en rose.

  9. Caro fratellone non pensare troppo alle anime anoressiche, invecchiano subito perche’ il loro spirito non viene mai alimentato; tu hai bisogno di specchiarti in una sorgente di acqua pura.

  10. Vengo a protestare. E’ pur vero che io sul blog ci sto poco, ma sempre il semaforo rosso trovo quando vorrei postare????

  11. posta pure col rosso, Marisa. Non ho tempo per accendere il verde. Ti ho spiegato in un mess privato – ciao
    G

  12. 2 cose mi fanno piacere poco la ricorrenza dell’8 marzo: 1) La si considera ancora la “festa” delle donne, quando invece non ha nulla di festoso; 2) Non apprezzo i fiori recisi.
    Ahimè, questa giornata ha preso tale forma…

  13. Giowanni, grazie delle mimose: hanno incendiato d’oro il mio blog nero su nero. Mi piace sempre, quando una mano mi offre fiori: è il gesto più necessario di quelli superflui. Come la festa dell’8 marzo.
    E conservo sempre la polvere, e qualche volta le chiedo qualcosa, e mai che non mi risponda.

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