Fantôme d’amour (a Marie)

 

 

 

Non somiglio al tuo amore – ma taci.
E non dirmi la solfa, la conosco:
non eri tu, mentivi, non era vero
e non ti riconosco.

Questo è l’amore: sgretola
la maschera che incanta.
Seduce perché da vicino
sia palese l’inganno.

Lentamente avremmo dovuto
spogliarci, levare lo sguardo.
A poco a poco assuefarci
a quella nuova luce.

Per te, che hai così dolce
lo sguardo e mani leggere,
più leggera e dolce avrei voluto
ogni carezza ruvida, e ripeterla
in silenzio come si ripete
il respiro quieto dell’amata
che dorme e nel sonno somiglia
a ogni donna che ho amato.

Invece, all’improvviso,
l’ingrata visione di noi stessi.

E ringhi unghiate guaiti
nati nella gola d’altri affanni
ritornano, in noi incisi
come una colpa eterna.

Dall’amore saremo giudicati.
E sarà il paradiso o l’inferno.

(Catania, maggio 2004)

44 commenti su “Fantôme d’amour (a Marie)

  1. Sì. Dall’amore saremo giudicati (anche quello verso i nipotini;-))
    Mi chiedo se dia merito anche l’amore per le parole, e sono piuttosto incerta.
    Questa poesia comunque è molto bella, Giowanni.

  2. anch’io colpita da quel “dall’amore saremo giudicati…”.
    e penso agli amori centrifughi che variamente chiamano, nella mia vita.
    Non ultimo quello per un glicine che, potato, si sta vendicando, muto.
    Sicuramente geloso delle pervinche, all’altro lato in ombra del terrazzo.

    Piace molto questa tua poesia, Giowanni.

  3. Ogni spiegazione la trovi nel dipinto di Magritte. Ci si ama tra sconosciuti. Sapendolo ci si arrabbia di meno e l’aggressione perde senso.

  4. “Ahi lamooore-lamoooreee quante parole ci fa dire l’amooore…”

    L’amore sgretola? C’est vrai…
    ma non solo Juanito lindo…
    l’amore crea, trova parole, ti mette in cammino a cercar parole prelibate come vino, l’amore inventa, è specchio deformante, l’amore ti muove, ti porta fuori dalla tua stessa prevedibilità
    in fuori che sei ancora tu: il volo, il precipizio, la caduta, la resurrezione.
    L’amore anticipa gli inferni e i paradisi, contrappasso di assenze e desideri “ahi l’amore-l’amore….”

    So tutto sull’amore… e non imparo mai.

    :-)

    “Di tutte
    le cose raggiungibili
    sei tu
    la più alta?
    Come i poeti
    di un tempo
    sono qui
    a scalare
    le mie notti
    in preda alla vertigine
    e la vetta
    ancora non si vede.
    E forse
    non esiste…
    Forse
    sono solo io
    che circumnavigo
    me stessa.
    E tu
    di tutte
    le cose irraggiungibili
    la più vicina.”

    da “Frammenti di Diario amoroso, scritto di notte (e poi distrutto) al pc dal 29 Luglio al 9 Novembre 19.. , dedicato ad una creatura indifferente a alla sua distanza”

    Sono dell’idea che gli amori non corrisposti siano i più “creativi”.
    Hai qualcosa a tal prosposito nel tuo vasto archivio?
    :-)

  5. Naima,
    “Sapendolo ci si arrabbia di meno e l’aggressione perde senso.”
    E pure l’amore, perde senso? A me pare di sì.

  6. Eburnea, secondo me, il fatto che siamo l’uno all’altro sconosciuti, è, a ben pensarci, l’incanto dell’amore.
    Tra il mistero dell’uno e quello dell’altro si crea un contatto che, illudendo, però anche allude a una possibile conoscenza, lasciando intatto il mistero.
    Il senso è in questa “premonizione”, in questo lampeggiare d’una possibilità di conoscenza. Credo.

  7. Secondo me, Arden, parliamo di due piani diversi.
    Quello che pensavo di aver inteso dalle parole di Naima (ma non ne sono certa, per questo chiedevo), è che bisogna farsi una ragione dela fatto che si rimane sempre sconosciuti l’uno all’altro nella coppia. L’ho percepita (o forse adattata) come una frase di due persone che sono già oltre alla fase dell’innamoramento, quella fase indimenticabile e magica in cui due persone sono sì un mistero l’uno per l’altro ed è proprio l’attrazione dell’esplorazione che rende eccitante il rapporto.
    Credo (pure io).

  8. “Arden, io vorrei che tu, Eburnea e io…”

    “E quivi ragionar sempre d’amore…”

    Devo riflettere su queste vostre considerazioni. Rifletterò coscienziosamente, poi vi dirò. “Restate con noi”.

  9. l’amore…..
    senti Gio, come ho fatto a beccarmi il Golden Post per quello che ho scritto? Sognavo questo momento, ma speravo in fosse per un post migliore… non ho fatto neanche in tempo a ringraziarti!
    Per fortuna adesso è passato, e io posso ricominciare a raccogliere le idee per meritarmi ciò che desidero.

  10. Arden, a volte non riesco a distinguere l’amore dall’amore per le parole. Del resto, siamo fatti della stessa sostanza delle parole. Siamo fatti di parole.

    Zena, sappiamo del tuo amore per i terrazzi

    Anyanka, mi hanno sempe affascinato “gli amanti” di Magritte. L’amore non sarebbe possibile senza quel drappo che fascia la testa.

    Naima, Arden, Eburnea. Io credo che in realtà, finché si ama, ci si sforzi (inutilmente) di non conoscere realmente l’altro, di lasciare intatto il mistero. E tutto quel delirante interrogarsi sull’altro, su una verità che sembra rimanere intangibile, è, appunto, soltanto il delirio di un’immaginazione che invano tenta di nascondere il volto dell’altro con quante più maschere riesce a fingersi, di stendere un ostinato velario sulla recita impossibile e simmetrica dell’altro. Ci si innamora sempre di una persona che non esiste se non nella nostra immaginazione. Ma proprio perciò l’amore è paradossale: attrae, avvicina una persona che non vuoi vedere; ma la vicinanza, fatalmente, svela l’inganno. Da ciò la rabbia, il risentimento: tu non sei quello/a che volevo, quello/a che immaginavo.

    Irraggiungibile, irraggiunto e illusorio è solo il nostro caro fantasma, Farolit. Ma la persona reale finisce per avvicinarsi troppo, e allora non la riconosciamo, non riusciamo a farla coincidere con l’altra, quella evocata dall’immaginazione delirante.
    Omne animal post coitum triste, si diceva una volta. Ed è vero. L’atto nel quale l’altro sembra essere estremamente vicino, finalmente posseduto, e il momento della verità, vanifica ogni mascheramento (e siamo noi ad aver voluto imporgli la maschera). Allora, tutto è compiuto, l’amore non c’è più. Quindi la tristezza, la delusione. Quindi la nuova eccitazione (dell’immaginazione), la ripetizione dell’atto.
    Gli amanti sono fedeli, ostinatamente fedeli. Ci ostiniamo a far l’amore con quella persona, sempre quella, a volte per mesi, per anni. Ma infine, disillusi malgrado tutti i nostri sforzi, il patto di fedeltà viene infranto e cerchiamo un altro partner. La fedeltà è una cosa innaturale, ma a lungo noi ci rifiutiamo di credere che ciò che abbiamo voluto vedere in un essere umano, in quello e non in un altro, non sia che il frutto di un sapiente auto-inganno.
    Mi rendo conto che il tono di questo discorso è un po’ troppo ispirato. Sarà l’ora. Forse avrei fatto meglio a scrivere un’altra poesia d’amore. Una poesia d’amore può rendere più tenace l’illusione, perpetuarla. Ed ecco che un’insulsa testa di cazzo, una megera, una ragazzetta viziata e egoista, una massaia irrealizzata (come massaia) diventa una madonna Laura.

  11. Nipotina, il tuo è un vero diario, di una ragazza vera: questo mi piace del tuo blog. Il tuo Golden post è durato poco perchè dovevo festeggiare il ritorno di una grande assente, di cui sentivo la mancanza. Continua a raccontarci di te.

  12. Giowanni non credo ci siano REGOLE nè in amore, nè nella fase dell’innamoramento, nè in amicizia. Il solo fatto che dici: ci ostiniamo a far l’amore… è un tantino sbagliato… nessuno ti obbliga!
    Non credo che l’amore sia eterno, e forse un giorno lascerò o sarò lasciata… ma è anche vero che l’amore è ben altra cosa di due chiacchiere e una scopata. Buona giornata!

  13. Io non so l’amor che sia.
    Una volta l’ho visto,
    ma fu io credo un sogno
    o forse una poesia.
    Altre volte m’apparve
    quasi mi venne incontro
    ma non seppi fermarlo
    e lo vidi andar via.
    L’amore non so dove
    alloggi o si nasconda,
    so tuttavia ch’è vivo
    in un altrove noto
    che spesso si rivela
    nel lampo d’un sorriso.

  14. Ah l’amore che cos’è,
    trallallero trallallè.
    Stanotte mi pareva di saperlo (da sveglio). Oggi mi sono alzato molto tardi e avrei solo voglia di dormire ancora. Ho scritto un sacco di sciocchezze, Annabel e Scrignutella (nella risposta ai commenti).
    Quell’altrove, mi piace pensare che sia ignoto e inaccessibile, così non devo affannarmi a cercarlo.
    L’amore è incomprensibile. Lo innesca (credo) l’attrazione sessuale, ma non ha a che fare solo col sesso. Di più non so.

  15. Una poesia d’amore può rendere più tenace l’illusione, perpetuarla. Ed ecco che un’insulsa testa di cazzo, una megera, una ragazzetta viziata e egoista, una massaia irrealizzata (come massaia) diventa una madonna Laura.

    Ed ecco che un testa di cazzo, un insopportabile minchione, un ragazzetto viziato ed egoista, un uomo irrealizzato (come…?) diventa ser Francesco Petrarca.

    NB In questo commento qualunque riferimento a fatti e persone reali è del tutto casuale. Volevasi fare una simpatica generalizzazione in risposta a una simpatica generalizzazione.

  16. Non è una generalizzazione, eburnea, ma un insulto mirato. E’ noto, infatti, che ser Francesco Petrarca redivivo sono io :-)

    E’ melgio che esco, va. Non voglio passare il sabato davanti al pc.

  17. Ahahahah… sono ancora qui (ma sarai contento che ti vengo a trovare?). Non ti preoccupare delle tue “sciocchezze”, per me avevi soltanto un po’ esagerato… ti scervelli troppo… Annabel o Anyanka… fa tu! Ora però esco anch’io! Baci

  18. Insomma è un sabato piovoso e tutti sono di malumore. Io però ho mangiato poco fa una meravigliosa meringa e sono quasi felice.
    Auguro a tutti, e a Giowanni in particolare, sogni belli e un buon sonno. Domani sarà una giornata migliore;-)

  19. Boh, Giovanni, è un insulto solo nella misura in cui lo era la tua affermazione. Che non mi toccava per nulla, dato che non sono mai stata una donna Laura nelle tue poesie, per cui non poteva certo essere una piccata reazione. :-)
    Poteva voler essere una difesa della categoria, ma si sa, la solidarietà femminile è …è?

  20. Non sei mai stata una madonna Laura nelle mie poesie? Dici? Potremmo rimediare.
    Si tratterebbe solo di un’esercitazione; o anche no :-)

  21. Vorrei precisare che l'”insulsa testa di cazzo” non è la dedicataria di questa poesia, di cui serbo un bellissimo ricordo. E forse non lo è nessun’altra fanciulla di cui mi ostino a voler serbare memoria.
    Uno dei temi della mia produzione in versi è il ri-sentimento, in astratto (non vorrei che qualcuno si offendesse davvero).

  22. No non saprei
    se parlar d’amore avessi
    saputo ne berrei
    a sorsi a eccessi

    Non conosco quel cielo viola
    che in terra è ben serrato
    e dietro il velo trova
    un letto fiorito come un prato

    navigare nuotare le onde frangere
    sulla sua pelle al mare simile
    cantare, sui tetti volare
    avvolto in luce amabile

    E nascosto dalla musica felice
    sognare di dormire
    parlando con te bell’Euridice
    che tutto lascio per guardare

    Così anch’io che delle donne
    amo e amai fin le disgrazie
    vedo scorrere questo insonne
    fiume di membra mai sazie

    No non saprei
    se parlar d’amore avessi
    saputo ne berrei
    a sorsi a eccessi

  23. Ciao, Topo Mario. Hai ben saputo parlare d’amore, mi pare; e in versi per giunta.
    Quanto alla bella Euridice, temo di essere io ad attendere qualcuno che mi cavi fuori dall’Ade.
    Com’è andato il viaggio di cui mi dicevi? :-))

  24. Sapete la cosa che più mi rattrista? Che comunque l’amore (quello dell’innamoramento, quello che sembra unico e irripetibile, quello che fa tremare le vene e i polsi, ecc) FINISCE: si trasforma in quieto,amichevole, fraterno amore o sparisce del tutto.
    In ogni caso, a distanza di tempo (neanche tanto) la persona idealizzata (perchè di questo sostanzialmente credo si tratti) diventa una persona come tante e ci si chiede interdetti come si è potuto pensare che fosse l’anima gemella e come si è potuto non vedere che era piena di difetti, come tutti, e come si è potuta immaginare una convivenza che in realtà sarebbe stata disastrosa, ecc…
    Bè, è una triste scoperta, un triste ritorno alla realtà: eppure non ci toglie la voglia di innamorarci di nuovo, di cadere di nuovo nell’auto-inganno, di proiettare di nuovo su un essere reale quelle che sono solo immagini della nostra mente, astrazioni, desideri, bisogni…
    Perchè? perchè la realtà non basta, non basta proprio, ahimè.

  25. Bertolina… ma parlo per me, credo francamento che l’innamoramento non sia “amore”. L’amore è ben altra cosa, talvolta è “sacrificio” (lasciatemi passare questa tremenda parola), spesso è condivisione. L’amore non è amicizia, non faccio “all’amore con i miei amici”! L’amore è volontà, non dovrebbe essere qualcosa di scontato. Certamente anche nel matrimonio o nella convivenza ci possono essere degli alti e bassi, non credo al “tutto rosa e fiori”… ma, è il non adattarsi, è il non_accomodamento che fa andare avanti quel sentimento profondo che lega due persone. Non sono le “cotte” che rovinano l’amore, semmai è l’indifferenza o la mancanza di rispetto. Se domani, svegliandomi, non mi importasse niente di mio marito… e sottovalutassi i suoi sentimenti, significherebbe che da parte mia non c’è più trasporto, significherebbe che si è spezzato qualcosa. L’innamoramento è soltanto l’inizio, talvolta si ferma lì e lì soltanto. Non vedo il mio lui come un fratello, mi fa impressione soltanto l’idea! E non credo nemmeno che sia la mia anima gemella… semmai è l’altra metà della mela… oggi… domani si vedrà!

  26. Credo che mai nessuno aveva saputo dare un così incisivo giudizio sull’amore che giudica, e che, novello Dio,ci dispensa l’inferno od il paradiso.

  27. Carissimo Giowanni mi fa piacere che miei post ti siano di conforto, soprattutto mi allieta che tu li intenda bene.
    Ultimamente nel blog mi accade di sentirmi capita da tutte le donne e da pochissimi uomini e tu sei fra questi.
    Ciò m’incoraggia.
    A proposito di coraggio…
    … credo che pregiudizi da superare ce ne siano sempre, in qualsiasi putno della vita, non sempre ce ne accorgiamo in maniera eclatante, perchè non sempre arriva quel TAC! e perchè spesso siamo ostinatamente attcati all’idea di conoscerci molto bene, di saperci “prevedere”… ma la vita (come l’amore) è imprevedibile, per fortuna, per disgrazia, ci cotringe a cambiare, ad adattarci… che ci piaccia o no,ma quando lo dice lei.
    Oh uomo provato, il coraggio non te lo posso dare,perchè il vero coraggio uno se lo da sè… Agli altri puoi chiedere al più incoraggiamento.
    Ecco qua il mio incoraggiamento.
    Se ancora scrivi poesie… d’amore, non hai bisogno nemmeno di quello.
    Evidentemente quei pregiudizi li superi di continuo, oppure non ce li hai.
    Io ad esempio pregiudizi nei confronti dell’amore ne ho tanti, forti e ragionevoli. Valgono fintanto che non m’innamoro e tornano puntualmente quando l’amore non c’è più.
    Quale lato è più vero in una lente: il concavo o il convesso? Cosa è più vero dell’amore: l’effetto della sua illusione (esaltante e deludente) o la consapevolezza lucida (stabile) dell’illusione stessa?
    dipende… dipende dalpunto del pre-giudizo in cui ti trovi, dal bisogno che hai.
    Giro questo interrogativo a tutti quelli che hanno voglia di rispondere.
    L’amore ai tempi del virtuale esalta l’illusione o la traveste?

  28. Avete ragione entrambe, Bertolina e Anyanka. Non si ama a lungo. Il motore (il cuore, il cervello) non potrebbe reggere quei regimi per anni: fonderebbe. E allora il “sacrificio”, già. E’ un discorso cattolico che prima aborrivo, ma adesso comincio ad apprezzarlo. La situazione descritta nel mio testo, tuttavia, non è l’amore tra due persone che stanno insieme da molti anni. Al contrario. A volte lo “sbendamento” avviene subito dopo i primi incontri, e all’improvviso ti accorgi che la persona che ti sta davanti è una sconosciuta; o, peggio, che avevi sovrapposto alla sua immagine quella di un’altra persona.

    Senzapiutempo, l’amore ci giudica per come (per quanto) amiamo/non amiamo. E la condanna, se veniamo condannati, consiste nella coazione a ripetere certi errori e/o nel non riuscire più ad accogliere l’amore nella nostra vita.

    Farolit, il tuo commento è in tema col tuo ultimo post e riprende discorsi già fatti. Mi piace come la nostra conversazione prosegue. L’innamorato, Farolit, è posseduto da un dio: lo dice platone (ipse dixit). Di conseguenza, chi non ama non può capire chi ama. E quando non amiamo più, non riconosciamo più, non capiamo l’invasato/a che eravamo, né condividiamo o giustifichiamo le sue azioni. I giudizi dell’innamorato, come i suoi pregiudizi, obbediscono a criteri di cui i non innamorati non hanno nozione. I non innamorati possono solo compatire o invidiare quelli che amano. Ma quale percezione della realtà e illusoria, quella di chi sogna o quella di chi è sveglio? E chi dei due è sveglio: chi ama o chi compatisce/invidia l’innamorato? Bisognerebbe rispondere a questa domanda, prima di stabilire se “l’amore al tempo del virtuale” possa incoraggiare l’illusione. E se l’amore potesse, invece, spazzare via i sogni menzogneri e svegliarci alla realtà vera?
    L’incontro avviene sempre in un mondo irreale, immaginario. Ma quel che accade dopo l’incontro, se riusciamo ad amare, è la porta della realtà… O no?
    Vado a dormire, è meglio :()

  29. Leggere questi commenti notturni al mattino o di notte fa un effetto diverso. Un po’ come l’amore per l’innamorato e chi non lo è.
    Non ho molto da aggiungere, almeno di mattina, a questa discussione.
    Ho però una domanda da fare: davvero credete che per un non-innamorato esista solo la possibilità di compatire o invidiare chi invece è innamorato?

    Il compatimento e l’invidia mi sembrano sentimenti tipici di chi non abbia smaltito rancori e delusioni e che perciò non può sopportare la felicità degli altri: la vive come proprio fallimento o come promemoria del proprio fallimento.
    È vero che siamo così in varie occasioni, ma non sempre e, forse, anche non tutti:-)

    Ci sono quelli che sanno guardare con occhio affettuoso e lieto gli amori delle persone a cui vogliono bene. Sono contenti della loro felicità e basta, senza né invidia né il pensiero dei tristi presagi (che non è poi molto diverso dall’invidia, a pensarci con attenzione). Io ne ho conosciute di persone così. Esistono.

  30. Perchè ti fa così impressione, Anyanka, l’aggettivo “fraterno” applicato a un’unione che dura magari da trentacinque anni? Per quanto mi riguarda nella mia vita uno dei più grandi amori che ho conosciuto è proprio l’amore fraterno e quindi non vedo in questo aggettivo nessuna conotazione riduttiva. Se poi tu conosci coppie che dopo una vita insieme si amino ancora con passione travolgente, bè, sarei curiosa di conoscerle, io non ne ho ancora incontrate. Va già bene se resta amicizia, stima, comprensione, sostegno reciproco, tenerezza, non credi?
    Ciao, affettuosamente.
    bertolina

  31. OK, Scrignutella: di mattina posso essere d’accordo con te. L’autore dei versi qui sopra, che stamattina non so bene chi sia, direbbe che l’amore giudica anche i non innamorati che compatiscono o invidiano gli innamorati, e li condanna a non essere mai amati o alla pena dell’amore infelice se mai a loro volta s’innamoreranno.

    Bertolina, non ho esperienza diretta di unioni durate 35 anni, garzie a Dio. Il mio record personale è di 8 anni, sufficienti per poter affermare che l’amore, negli anni, si trasforma (diciamo); anche se non ho mai sperimentato un amore del tutto fraterno verso la donna con cui condividevo il talamo. Mi avrebbe fatto impressione, come dice Anyanka, dormire con mia sorella. Ma se devo prestar fede a quanto riferiscono alcuni amici coniugati da molto tempo…
    Lanciamo un sondaggio: quante volte a settimana (o al mese) perchè un amore non possa definirsi fraterno?

    “E quivi ragionar sempre d’amore…”

  32. Un matrimonio fraternamente incestuoso mi appare auspicabile.
    [con un bel dopotutto dedicato al nostro ospite]

    Non capisco il sondaggio.
    Quante volte cosa? Una carezza, un bacio, una risata insieme, un eccitante discorso, una stretta di mano?

  33. Boh… io non aggiungo altro. E non sono cattolica!

    Per il sondaggio… facendo finta di aver capito “sesso”… sono al sesto anno di convivenza, quindi se dicessi il numero non ci crederebbe nessuno… :P

  34. “Quante volte a settimana (o al mese) perchè un amore non possa definirsi fraterno?”
    è una domanda mal posta che suscita risposte mal date…
    Giowaaanni, Giowaaanni grande e grosso come sei, non lo sai che dovresti essere tu il primo a rispondere ad una domanda simile… prima di farla agli altri.

    Ma sbaglio o si ragionava d’amore?
    Il coito c’entra relativamente con l’amore, lo sappiamo.
    E potrebbe anche non entrarci per nulla.
    L’amore non è solo desiderio, l’amore è anche cura, anzi a lungo andare è sopratutto cura. Ed io lo dico senza avere neanche i tuoi 8 anni di convivenza nel curriculum. :-)
    Ho scoperto che essere amati e sentirsi amati spesso son cose differenti; l’amore è come una partitura: va interpretato e saperlo interpretare dipende dalla sensibilità dell’esecutore.
    Il sesso invece è solo la punta dell’Iceberg, ma il suo corretto e sistematico funzionamento (3 volte alla settimana) NON è necessaria garanzia d’amore,anzi.
    Ci sono coppie che reggono solo sul buon funzionamento del sesso, tolto quello non c’è nulla!
    Invece l’amore è ciò che riamane, tolto il sesso, è proprio quella tara di attenzione, curiosità, gentilezza, necessità, cura che rimane.
    Il tempo, l’assenza, o quella presenza che fa la differenza nella qualità del tempo condiviso… l’amore ha a che fare con tutto questo, credo.
    Il resto è una bella avventura che ti riporta sempre allo stesso punto di partenza, te stesso con due tre quattro esperienze in più (variazioni su tema). Mentre l’amore ti riporta prevalentemente ad una parte sempre migliore di te, l’amore ti sorprende (inventa il tema).
    Quanto alla percezione della realtà, per me non c’è differenza tra quella di chi sogna o quella di chi è sveglio.
    Per me le due dimensioni si equivalgono, per fortuna per disgrazia: chi ama e “chi non ama ancora” sono entrambi svegli ma in realtà differenti, o sono entrambi addormentati rispetto a differenti realtà.
    Ti sei perso il mio vecchio post sui sogni, altrimenti questo da me lo sapresti già.

  35. Farolit, non puoi non aver capito che ho voluto buttarla in vacca per… Già, perchè ho voluto buttarla in vacca? Forse mi sembrava che il discorso stesse diventando troppo serio, o troppo solito; e un discorso serio e solito in calce a una lirica d’amore era troppo.
    Detto questo, mi rendo conto che il tuo commento appassionato, farolit carissima, merita una risposta meno sbrigativa. Ci penserò su. Notte.

  36. Ehi, giowanni carissimo, la notte ti ha portato consiglio?
    Io intanto ti aggiungo alla lista del bloggers siculi recensiti da Centonove.
    In cambio però mi devi almeno una definizione di Sicilitudine o Sicilianitudine.
    :-)

  37. Forse quei romanticoni dei miei lettori non hanno gradito il sondaggio. “Quante volte cosa?”, chiedeva Arden. Una passeggiata per i campi in cerca di margherite, ovviamente. E’ la stagione giusta.

    Anyanka: whow!

    “L’amore è ciò che rimane, tolto il sesso”, Farolit? Il sesso sarebbe dunque un’addiction? Sarà. Ma quasi sempre accade che, togliendo il sesso, non rimane più nulla del rapporto. Quasi sempre, ma non sempre, per la verità. Sto pensando in particolare al bellissimo rapporto di amicizia che ho con la mia ex compagna. Non ho ancora riflettuto abbastanza sulle tue considerazioni. Appena sarò arrivato a delle conclusioni, ne riparleremo. Nel frattempo tutto ciò che tu hai scritto qui varrà per me quale ammaestramento :-). Scherzi a parte, cara Farolit, sei una donna saggia, oltre che una bella anima (da non confondere con anima bella).
    Grazie per la mensione su Centonove (vedrò di capire di che si tratta). La mia definizione di Sicilitudine te la darò in un contesto più adatto (ho già visto che sei presente in altri blog).
    Adesso è meglio che posto qualcos’altro.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *