il fiocco    

La rosa, sebbene protetta
da un astuccio di cellophane,
non durò molto. Ma tu, che mi amavi,
in cima al vaso esile come candela
ponesti il fiocco della confezione:
una coccarda rossa.
Restò lì per mesi, per anni,
quella piccola fiamma
che non ardeva.

Un fiocco, un fiore perenne,
l’impronta di una conchiglia nella pietra.
La foto di un morto che ingialliva,
l’ombra della rosa nel ricordo.

Un dono consumato, una risposta,
un messaggio che ormai non ha fretta.
L’attesa senza fine, la promessa,
la fedeltà, l’intatto
sigillo di una lettera perduta.
    

 

L’immagine non è adatta, ma non ho trovato di meglio. Ho cercato in Google e nei cassetti una coccarda grande come una rosa, di quelle che i fiorai incollano sul cellophane con cui incartano i fiori. Una coccarda rossa come una rosa rossa. Quasi quasi compro delle rose, domani, ma solo per poter fotografare la coccarda. Oppure potrei comprare un costoso profumo (anche in profumieria guarniscono i pacchi regalo di coccarde simili).
In questo momento non saprei a chi regalarle, delle rose o un profumo. O forse una ci sarebbe… A me, comunque, interessa solo una bella coccarda rossa da piazzare lì.

2 giugno, ore 01
Il conconrso "Una rosa per una coccarda" viene vinto, inaspettatamente, da una sconosciuta, tale
solomaria; la quale, però, a quanto mi dice nei commenti, non potrà ritirare il premio. La sua è proprio la coccarda che cercavo. A lei va la mia riconoscenza e, visto che è una neo-bloggeressa, i nostri affettuosi auguri.

La rosa di Gerico

3 giugno

Per chiudere questo post a puntate, e con esso il mio frivolo e glorioso blog, vorrei parlarvi di una pianta che, letteralmente, non muore mai, proprio come una coccarda o un fiore di stoffa. E’

la Rosa di Gerico. Il nome è quanto mai improprio per questa pianta prodigiosa: non foss’altro per la sua straordinaria vitalità e longevità. La rosa di Gerico, infatti, è immortale, mentre le rose (lo sappiamo bene!), non vivono che una stagione (o solo alcuni giorni, se vengono recise e incellophanate e incoccardate).

La Rosa di Gerico, detta anche resurrection plant, è una pianta del deserto, e può resistere per anni in stato di letargo, per così dire. Nei lunghi periodi di siccità, si chiude, si appallottola e sembra un cespuglietto completamente secco. Il vento la fa rotolare sulla sabbia del deserto, della quale lei riesce a imitare perfettamente l’aridità e il colore. Ma quando piove, si apre come una conchiglia e mostra un cuore di smeraldo. E più le sue radici filiformi assorbono acqua, più lei diventa verde e rigogliosa. 
Ne ho una in casa, una Rosa di Gerico che tengo in un piattino di vetro di Murano. Una volta al mese le do un po’ d’acqua e il miracolo della resurrezione si ripete. Bisogna darle da bere per tre-quattro giorni di fila, non di più, altrimenti marcisce. Poi bisogna lasciare che si riaddormenti.  La vedrete sbiadire e richiudersi pian piano, serenamente. Può dormire per anni, per decenni (dicono).

Proverò a fare come lei: mi chiuderò, appassirò, per rivivere in una stagione migliore.

Appena il contatore delle visite arriva a 25.000, tiro giù la saracinesca.

56 commenti su “

  1. Se avete sottomano una coccarda rossa (un’immagine, intendo), speditemela al mio indirizzo di posta, per favore: giovannimonasteri@@aliceposta.it (con una sola chiocciolina).
    Anche un dono anonimo qui nei commenti mi andrebbe bene.

  2. Emana un’atmosfera quasi gozzaniana questa tua poesia.
    molto bella.
    ps)caro Giowanni, sapessi quanto può una rosa…

  3. La rosa però deve essere profumata (ti sfido a trovarne una così, Giowanni). Sennò è meglio una coccarda:-)

  4. Sbrigati a trovare una coccarda rossa, Giovanni, che quella che hai postato mi fa venire in mente il fiocco che si mette sulla porta quando nasce una bambina e la bellezza della poesia ne risente! baci
    bertolina

  5. Anch’io inorridirei a vedere una poesia accanto a un’immagine come quella, bertolina. Allora, mandami tu una coccarda e avrai in cambio una rosa.

  6. Ti andava bene anche anonima? Tiè.
    é rossa, ma non so se è proprio una coccarda come la vuoi tu. Non è che ti interessa la COCCA senza l’ARDA? Questa le somiglia vagamente.

  7. meno male che c’è Arden…
    Sono imbranatissima a postare le immagini: mi saltano fuori solo dei numerini.

  8. Grazie, Anna. Non è esattamente la coccarda che volevo (l’immagine è tagliata), ma sempre meglio dell’altra. Ti devo una rosa (ma in formato gif o jpg).

    Zena, se trovi qualcosa che possa interessarmi, non è necessario che tu inserisca l’immagine o il link al sito. Procedi in questo modo:
    1)Clicca sull’immagine col pulsante dx del mouse: appare un menu contestuale;
    2) scegli l’opzione “proprietà” nel menu contestuale: appare una finestra di dialogo;
    3)Seleziona la scritta a destra della scritta “indirizzo” e ‘copiala’ (pulsante dx del mouse e poi opzione “copia”);
    4) incolla l’immagine nei miei commenti.
    Se è troppo difficile, puoi comunicarmi l’indirizzo per e-mail o in un messaggio privato.
    Sta diventando quasi un concorso. Lo intitoleremo “una rosa per una coccarda”. Una rosa vera!

  9. Non l’ho capita in tutte le sfumature che mi pare siano molte, ma credo di aver colto il senso di questo bisogno di celebrare e incorniciare il surrogato di una rosa. E’ il momento giusto per le poesie sulle rose che appassiscono, con questo caldo appassiscono anche i cactus. cmq, tiè, vedi se ti piace questa coccarda che dovrebbe avere tutti i requisiti:
    http://www.ercolessi.gpa.it/images/fiocco.gif

    non serve che mi mandi la rosa perché tra qualche giorno trasloco e potrebbe beccarsela mia sorella, che meriterebbe un mazzo di fiori con una vipera dentro.
    Se vinco io auguri alla seconda classificata.
    Se vuoi puoi visitare anche il sito dove ho visto la coccarda: http://www.ercolessi.gpa.it/ . Vendono oggetti che potrebbero interessarti.

    Ti linkerei, ma per ora non voglio maschi in casa.

  10. Spesso m’è capitato di lasciare nel vaso il fiocco che accompagnava dei fiori poi appassiti. Un modo di prolungare il ricordo del fiore; non sempre però anche del donatore…

  11. Cara Solomaria, una signora che non vuol dire il suo cognome, e che si presenta come “solo Maria”, è certemente una ragazza semplice e riservata. Come si concilia, poi, la riservatezza col fatto di aprire un blog per raccontare i fatti propri, è una cosa che cercheremo di capire.
    Intanto ti ringrazio per la coccarda: è proprio come la volevo. Non so se essere dispiaciuto o sollevato di non poter inviare la rosa al tuo domicilio, coi costi dell’interflora…
    Non ti piace avere maschi per casa? Neppure a me, preferisco le femmine. Abbiamo già qualcosa in comune.

    Scrignutella, le poesie d’amore sono come la coccarda rossa, una rosa inodore che resta lì, a imperituro ricordo (forse persino dei posteri), mentre la rosa, ahimé, dura assai poco (malgrado gli incroci e le selezioni genetiche che rendono le rose sempre più belle e durature e sempre meno odorose).

  12. La coccarda è come il cellophane sui sedili della macchina, ma non posso negare che faccia parte della poesia che si trova in qualche portineria e nelle chiese dove l’ingenuità dei fedeli gabbati dalle candele elettriche la mette in concorrenza con i fiori veri.
    Avrei in mente una coccarda ma non saprei cone fare a ritrovarla, ornava fiori di plastica e poi non vorrei vincere, sarei genato dal ricevere rose da te.
    Comunque qui ci sono le istruzioni per fartene una.

  13. Ora sì che ci siamo! Però ad essere sincera la coccarda di Arden mi sembra più raffinata di quella di Solomaria.
    Però Solomaria ha il fascino della new entry, capisco…
    Baci
    bertolina

  14. Hai ragione anche tu, Bertolina. Ma la Coccarda di Solomaria è proprio come la pensavo io. Anche quella di Zena (colfavore delle nebbie) mi piace molto. Sai che faccio? Le metto tutte e tre. E a tutte e tre devo una rosa.

  15. Oh, quante coccarde!
    Adesso il titolo potrebbe essere, anziché “La zitella” (che non è un granché bello, ed è pure un po’ antipatico), “L’ombra della rosa” , o “Il fiocco” …

  16. Complimenti, Giovanni, vedo che stai cominciando una nuova collezione. Ti occorrerà una panoplia, ove appuntare i trofei. Un coccardiere! E poi puoi invitare le fanciulle a vedere la tua collezione di coccarde, onorificenze amorose che impreziosiscono il curriculum.
    Ah, che bella collezione di sospiri!

  17. A me a dire il vero non piace questa piccola “zitella” di cattivo gusto…
    So che lo posso dire senza che il buon Giowanni si offenda (chè per compiacerlo ho perso inutilmente due giorni a cercare immagini di coccarde e rose del cyberspazio e ne ho ricavato un accoumulo di inutile web-ciarpame, consiglio a tal proposito http://www.creativeribbon.com/front.htm)

    Tuttavia siccome, altrove, mi si da troppo generosamente della maestra e si annuciano intenti matrimoniali per procura, visto che qui mi s’invita pura a ballare… da brava zitella qual sono (ma di gusto buono) lascio qui i miei saluti la mia rosa con fiocco (la meno peggio tra le tante)

    e un’altra rosa davvero bruttina scritta a un uomo (nordico) che mi regalò non al mio arrivo nella sua casa e nella sua vita , ma per il mio allontanamento, mai rose furono più di cattivo gusto e glie lo dissi con queste parole tu non sei come la rosa

    a ben guardare … ho messo l’immagine di rosa che racchiude in sè un altra immagine (o un’illusione ottica) che nessuno ha ancora scoperto… finora.
    :-)

    O.T.
    Anch’io domenica prossima andrò ballare, tango. Tu cosa ballerai?
    E’ importante saperlo quando s’invita.
    :-)

  18. Vado per coccarde e trovo… rose.
    Oh, Farolit, grazie, grazie! Nessuna donna mi aveva mai regalato delle rose. Una volta una fidanzata mi regalò delle orchidee, ma solo per poter dire delle spiritosaggini, dopo, sull’etimologia della parola orchidea… Grazie e ancora grazie del fior.
    Ma adesso mi sorge un problema. Chi regala a me una rosa, non s’avrà certo in cambio una coccarda; ma… Ma che regalo poso inviare a una donna di cui conosco solo l’indirizzo http?

    Zena, la rosa damascena sarebbe già pronta, sottoforma di file jpg, ma io vorrei inviarti una rosa damascena vera e profumata. O magari un bal vaso di rose damascene, per il tuo splendido terrazzo. Prima, però, preferirei che ne parlassi con tuo marito e gli dicessi che sono solo un blogger. O non dobbiamo dirgli niente?

    Arden, la tua rosa l’ho già infilata in una bottiglia (forse saprà di vino, ma era un buon vino). Ho preso un bocciolo tutto chiuso, che resista almeno due giorni. La preferisci con la coccarda o senza?

    Grazie anche all’amico rififi che mi dà istruzioni dettagliate e illustrate su come costruire una coccarda; ma, a questo punto, preferirei istruzioni su come coltivare delle rose profumate, poiché Farolit mi ha commosso, come dicevo, nonché convertito (mi ero ridotto a preferire le coccarde alle rose).

    All’amica solomaria, a quanto pare, posso regalare solo un link a un file, che è pur sempre un link.

    ps) per Farolit. Guarda che la proposta di andare a ballare è seria. Conosco un posticino a Roma, giusto a metà strada tra Messina e Venezia (ma vi prego, donne, non pensate male di me. Malgrado le apparenze, non sono un pappagallo, lo giuro: vorrei solo incontrare della bella gente, ogni tanto).

    Grazie dei fiori, a tutti.

  19. Come ci dicevano i nostri educatori guastafeste, ogni bel gioco dura poco.
    Il tuo è stato indubbiamente molto bello.
    E però: quanta malinconia!

  20. Ci hai lasciato tutti con la coccarda eterna qui a sbiadire in tuo ricordo sull’ultima pagina. Come la “zitella”…
    Bah!

  21. Quella arrivata al blog è già bellissima… la racconterò al mio terrazzo che gioirà.
    Qui, tutti amano le rose: è dovuto.Io son di maggio :)
    piuttosto…davvero vuoi chiudere?
    No, sarebbe un peccato.

  22. Caro amico Giowanni, dicci dove portare un po’ d’acqua delle nostre parole una volta al mese per vedertiti fuggitivamente sbocciato e subito riportato via dal vento asciutto del deserto.
    Per consolarci un po’ noi zitellati di te.

  23. Non ci posso credere Gio, proprio quando mi ero messa in stand-by pronta a ripartire meglio di prima mi sparisci. Avverto in questo tuo gesto una crisi, specialmente perchè dici che c’è di meglio. Non credevo che l’esperienza del blog t’avesse infastidito a tal punto.
    Ad ogni modo, se questa Rosa di Gerico deve sbocciare quando la siccità è rotta da un improvviso scroscio di pioggia, aspetterò che il tempo cambi.

  24. Oh mamma, con tutto questo traffico di petali e fragranze e mura di gerico – viticci che si chiudono, color pietra e sasso e sonno – non si parla di giowanni che ci abbandona. Dunque, giowanni, ti lascio qui una rosa che è una rosa è una rosa è una rosa, e nei messaggi ti lascio un contatto.

  25. ehi
    ho visto il tuo commento
    grazie per quello che dici… ma come mai chiudi baracca? passa ancora a trovarmi, mi ha sempre fatto piacere. aspetto. ciao
    verl

  26. No, Giowanni, non puoi chiudere! Magari rallenta, scrivi ogni tanto, ma non chiudere del tutto. PArtire è un poco morire, dicevano i nostri nonni, e anche quì una partenza è triste.Lo so che la vita offre di meglio, ma anche quì cìè un angolo di vita, e di sicuro hai trovato tanti amici, che ti rimpiangerebbero troppo.

  27. Oh quante rose, quante!
    E quante donne, tante!
    Ma ci son rose, e quante (tante!.) anche per me.
    Non mi confondi Giowanni, non con le rose, piuttosto mi lusinghi con le rime.
    Per questo assai mi spiace che tu chiuda bottega, vi è un valido motivo perchè tu lo faccia?
    Mi piacerebbe saperlo.
    Gli amici veri NON si perdono mai e forse anche quelli virtuali.
    Lascio qui altri fiori sparsi quanto le rime mancate, chissà magari l’omaggio ti garba, magari fa virare l’intenzione, magari…

    Dunque a te e a me anch’io di fior dirò:

    “Non come la rosa
    odorosa e spinosa,
    non più cesoia che mi recida.
    Né come il papavero,
    il delicato ed effimero,
    non basta brezza a spetalarmi.
    Imparerei piuttosto
    dalla ginestra antica
    il come stare al mondo,
    o dal girasole saggio
    che mira in tondo
    la fede perseguìta
    fin l’ultimo suo raggio
    Ah saper dal gelsomino
    quel notturno destino
    d’esalare dentro il vicolo!
    Forse, però, non fiore
    ma frutto m’apparisco,
    qual fior che fu nutrito
    or grato il nutrimento
    restituisco.”

  28. Lasciare una rosa bianca e una rossa a due donne senza dire per chi è quella rossa è un tiro mancino, ma molto mancino, peggio della mela della Discordia. Io e Elenora potremmo accoltellarci per questo.
    Gli uomini romantici sono una rarità, mi dispiace che te ne vai, anche se dovrei avercela con te. Il premio spettava solo a me, visto che la coccarda prescelta era la mia.
    Auguri, che le coccarde possano fiorire.

    Solomaria (ma tu puoi chiamarmi Eleonora)

  29. Proprio ora che ho capito come si fa ti sei stufato……….. In ogni caso nel mio cellulare non sono riuscita a memorizzare tutto l’indirizzo, http e pipiripì eccetera, troppo lungo. d’altro canto sai bene che i pezzetti di carta li perdo………………..
    Ci sentiamo lo stesso coi soliti potenti mezzi, magari un po’ meno potenti di quelli che usi tu ma a me va bene, il postino prima o poi arriva anche se suona mezza volta e mette la posta nella buca sbagliata.

    firmato quellachenonhaglistessigusti, ma tanto io vado sempre controcorrente…….
    Il nomignolo che mi proponevi per mettermi a fare anch’io la scrittrice da grande dallo a tua sorella.
    fioredizucca io!

    Saluti da Bastianazzo che vigila sul mio onore

  30. A questo punto non più di rose si deve disquisire, ma di corone o cuscinetti da funerale: com’è possibile che Giovani ci lasci? Io dico che non è vero:con tutta l’ammirazione-adulazione-devozione-affetto-amicizia-amore che ha ricevuto dai suoi amici bloggers sarebbe un vero tiro mancino.
    Ma chi può mai giudicare: scagli la prima pietra chi non ha mai avuto voglia di scappare (non solo dal blog..)
    bertolina

  31. E’ difficile smettere un vizio. Ed eccomi ancora qui. Vorrei scrivere parole di commiato calorose e commosse e spiritose eccetera, ma non sono in vena.
    Questa pagina (che non ho cuore di strappare) non mi rappresenta più. Troppo frivola.
    Quando i fiori appassiscono, bisogna avere il coraggio di buttarli via, come ho fatto col broccolo che avevo tirato fuori dal congelatore quindici giorni fa.
    Perle di saggezza. Come quest’altra: se sono rose appassiranno (se sono broccoli pure, a meno che non li mangiate quando sono ancora freschi).

    Agli amici che mi scrivono (nei commenti e nei messaggi privati) risponderò con calma e diffusamente appena avrò un po’ di tempo e quando mi sarà passata questa tristezza (e telefonerò, e andrò a trovarli ecc.). Sono triste, infatti. Triste come se avessi lasciato la fidanzata, o come se lei mi avesse lasciato. L’ho lasciata perché, appunto, era troppo frivola e sventata, mentre io, tutto sommato, sono una persona seria (e tu non ridere, Arden).
    Eravamo troppo diversi, io e il mio amato blog.
    E’ stato bello, però.
    Vi voglio bene. Ma davvero.
    Giovanni

  32. Io, invece, sono un po’ avvilita, perché ho perso con te un terzo, se non la metà, dei miei lettori. E senza nemmeno un’ultima visita di saluto…

  33. Ciao Giowanni, buon riposo ma trattalo bene questo pubblico. Le rose virtuali vanno bene per le signore/ine. Ai maschietti cosa lasci? Una cravatta? Io non ne uso. Una bottiglia di amaro può bastare.

  34. mi dà veramente noia trovare il mio fiore nella tua gif; non è né un omaggio né una citazione, ma una delle tue solite.
    i 25000 sono passati da un pezzo

  35. Tornando speravo in un tuo ripensamento. E’ vero che noi siamo solo una proiezione dei nostri pensieri, o di chi ci pensa. Noi ti pensiamo, lo leggi, con molta intensità, ed allora non puoi esimerti dal continuare ad esistere per noi.

  36. Messaggi tra anonimi

    Di solito è un gioco che si fa con la margherita, ma non volevo suggerire un’allusione alla Margherita di Faust. Del resto mi sento più Mefistofele che Faust.

  37. Mefistofele forse è un po’ troppo. E’ di certo più coerente di te che annunci e annunci solo per volerti sentire pregare e lusingare. Boh, gli istrioni ci vogliono al mondo, come ci vogliono tutti gli esseri del creato, zanzare e somare, scorpioni e procioni, ratti e gatti, leoni e marsioni.

  38. Dimentichi il tafano, la puzzola, la iena, il facocero, il pavone, il serpente, il porco, il tapiro, l’avvoltoio, lo scarafaggio, lo gnu… Ah, l’amore!

    Potevo fermarmi al penultimo petalo, ma io non do mai nulla per scontato, voglio sempre vedere come va a finire… Pazienza, mi toccherà spetalare un’altra sonnenblume. Ma stavolta conterò i petali, prima di strapparli ad uno ad uno.

    ps) No, amiche e amici, sono irremovibile (oddio come gongolo!): questo blog è ufficialmente defunto… A meno che un’altra voce, quella dell’anonima dileggiatrice, non s’unisca al coro supplice dei miei fans affranti; e questo accadrà quando i somari e i marsioni voleranno (ma cos’è un marsione? Un incrocio tra un marsupiale e un marpione?)

    A tutti, amici e nemici, un bacio sinceramente affettuoso.
    Giovanni

  39. Non ci lasciar, resta con noiiii,
    per le vie del blog, o monasteeeeer.

    Non sai cosa sono i marsioni? Ma da quanto tempo stai in queste lande nordiche e lagunari? Mai mangiato fritto di pesce, eh? Mah.

  40. Poco fa s’è visto, giuro, un somarello in cielo seguito da una schiera di marsioni alati come frecce tricolori sul pelo della laguna.
    Non mi resta perciò che unirmi al coro:
    non ci lassiaaaar
    non ci lassiaaaar
    che se ci lassiii
    io mooroooo………………..

  41. Divertente questa coda di commenti. Siete tutti dei simpatici esibizionisti, voi bloggers.
    Il cigno morente ha ancora voglia di cantare? Non c’è animale più infido del cigno, peggio di un cane che non abbaia (prova ad avvicinarti per accarezzargli il collo… )
    Non ho fatto in tempo ad affezionarmi a te, sior giowanni, né a detestarti. Peccato, o meno male. Sembri essere uno che vuole suscitare grandi passioni e che non si accontenta di simpatie e antipatie, e certemente sei un egocentrico che si diverte a stuzzicare la gente.
    Io al posto di quella simpatica e stizzosa anonima ti ignorerei. E al tuo posto, giowanni, le telefonerei….

  42. Emergendo a fatica da mari di carte inutili di fine anno scolastico apprendo che solotesto vuol chiudere la finestra sulla sua scrittura! Effettivamente di recente c’era un turbinare un pò fatuo di civetterie e dispetti, e alla fin fine capisco bene che di questo ci si possa stancare.
    Ma rimpiango la voce del poeta vero, e bravo, pure.
    Perchè almeno non posti semplicemente le tue, Giovanni, finchè non cambia il tuo umore?
    Tutti noi potremmo scrivere molti diversi diari (on line o meno), e diari tutti sinceri, sintonizzandoci a livelli diversi del nostro… diciamo “dialogo interiore”.
    Perchè invece di mollare non regoli semplicemente la lunghezza d’onda?
    Non siamo solo noi a perdere molto, perdendo il link con te, perdi anche tu se ti perdi nel rumore di fondo…

  43. mi è saltata la parola poesie: “perchè non posti semplicemente le tue poesie ecc.”
    E togli tutte quelle coccarde, rose e olive. Non hai più quindici anni e la scrittura è il tuo unico interesse. Non cincischiare e non rovinare sempre le cose, solotesto.

  44. Ringrazio tutti e tutte, le amiche sagge e quelle nevrasteniche, fatue, dispettose e spiritose come me (io, almeno, ho il coraggio di firmarle, le amenità che scrivo). Ringrazio tutti e voglio bene a tutti, ma sul serio.
    Quando mi metto a cazzeggiare, la gente ha l’impressione che io non voglia bene a nessuno e che non abbia rispetto per nessuno. Imvece mi affeziono molto alle persone, troppo. Persino a quelle dispettose come me.
    Questo era l’ultimo post. Era l’ultima volta, cazzo, e avevo pure il diritto di divertirmi col MIO blog. I miei quaderni sono miei, cazzo. E posso anche strapparli e imbrattarli e infiocchettarli con tutte le rose e le coccarde che voglio. E se uso, incorporato in un’animazione, il simpatico logo di un’ex amica simpatica, non vedo dove sia l’insulto. Anzi, era un omaggio affettuoso.

    Sì, mi stavo divertendo. Adesso, invece, sono triste sul serio. La mia Naima, lei riesce sempre a farmi abbassare la cresta quando mi bacchetta. E purtroppo dice sempre delle cose giuste, ha sempre ragione.

    Ho dato ascolto ai buoni consigli.
    A volte si riesce ad emendarsi. Alcuni ci riescono.
    Farò il bravo. Nella mia prossima vita virtuale (se vorrò risorgere) posterò di meno, avrò un template ancora più essenziale di questo, senza link e senza commenti, e frequenterò solo gente seria, sperando di conservare la capacità di distinguere la gente seria da quella che si prende sul serio.

  45. Quello che ci mancherà, Giowanni, saranno non solo le tue bellissime poesie e i racconti, ma la tua presenza così sopra o sotto le righe, sempre un po’ fuori dai normali schemi bloggheschi.
    Tra i vari blog il tuo aveva la caratteristica di presentarsi quasi come una persona in carne ed ossa: una persona che con la sua fantasiosa e varia intelligenza, con le belle cose che sapeva scrivere, ma anche con i suoi alti e bassi d’umore con i suoi momenti seri e quelli giocosi e con la sua grande generosità, ha dato vita anche alle nostre presenze più timide, più schematiche e quasi direi “schermate” dalle loro ritrosie.

    Noi speriamo tutti che tu non voglia veramente lasciarci, ma solo prenderti una pausa.
    Anche se comparirai in altra veste, come tu dici (e siamo tutti molto curiosi di vedere come sarà), speriamo che tu non voglia fare sbiadire del tutto questa tua immagine, come stai facendo con questa ultima pagina di quaderno.
    Speriamo insomma che tu voglia anche rimanere da queste parti nelle forme in cui finora sei stato con noi, quelle in cui ti conosciamo e ti vogliamo bene.
    Te ne vogliamo molto anche noi.

  46. Non serviva la mia firma, e la codardia non sta da queste parti, proprio no, ma delle parti di chi se la prende come un bimbetto capriccioso perché non gli hanno dato la marmellata. E con questo chiudo, da te mi sono beccata abbastanza insulti, per blog, per telefono, per email e anche di persona. Hai buttato giù tutti i birilli, complimenti.

  47. Ecco, sappiatelo tutti, gente: di marmellata si trattava! Altro che poesia e letteratura!
    Il mio ultimo commento non era proprio un insulto, a saperlo leggere. Semmai una carezza ruvida. Si vede che non riesco a non esagerare (anche con l’autoflagellazione, infine, ho esagerato).
    La marmellata mi era sembrata lì sul tavolo, e non in cima all’armadio, irraggiungibile (errore di valutazione, certo). Ma sono sempre le parole dette, il modo come vengono dette, e non le preziosissime marmellate (negate o meno) a creare qualche problema.
    Infine (ma davvero si concluderà mai questa disputa sui miei meriti e demeriti?)… infine, non credo di meritare né la santificazione, né la gogna. Prendo atto che ci sono alcune persone che mi vogliono molto bene, e altre…. Altre pure, forse; ma non tutti, a questo mondo, possono avere la pazienza, l’intelligenza, la perspicacia, l’ironia e l’umanità di un’Arden.
    Comunque sia, mi sono completamente sputtanato (sig!), perciò non mi resta che confermare la decisione di suicidarmi (come blogger, e non certo per amore). Lascio questa “pagina” alla più amata e amabile tra tutti i bloggers. Questo ultimissimo commento vale come testamento olografo.

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