La poesia non è un elenco puntato


Avevo fatto l’upg di Word. Ma è meglio scriverlo per esteso: avevo upgradato Word, il nostro venerato programma di videoscrittura, che già nei lontani anni 80 upgradò la mia gloriosa Olivetti Lettera 32. Upgradare… Scusate l’orribile neologismo: deformazione professionale. Sono un programmatore di professione (o forse sarebbe meglio dire esercito la professione del programmatore), ma quando non programmo vorrei potermi ricordare che una volta ero un tradizionalista e un purista, in fatto di lingua. Dovrei dire: ho installato una versione più recente dell’applicativo denominato Microsoft Word. Quella precedente mi andava in tilt (come si dice tilt in italiano?)… mi andava in crash quando caricavo il file “Alla ricerca della cosa perduta”, un romanzo che stavo scrivendo e che poi ho lasciato perdere. Un romanzo lunghissimo: il file era di 180 mega… Quelli dell’Accademia della Crusca sanno cos’è un “mega”? Viene dal greco mégas, che vuol dire grande, e quindi si capisce che il romanzo era lungo 180. Ma 180 cosa? Metri? Litri? Pollici? Capitoli? Ve lo dico io quant’era lungo: la bellezza di 1800 pagine (che c’entra qui la bellezza? Non sarà un’espressione troppo colloquiale e gergale?). Insomma (scusate le digressioni) Word mi andava in overflow: GPF all’indirizzo FF001546&… Non ce la faceva a gestire lo swap con l’hd. In parole poverissime, il romanzo era davvero lungo. Così ho installato Word 2000. Ma, subito dopo l’upgrade, ho lasciato perdere la recherche e ho ripreso in mano delle vecchie poesie (in mano, si fa per dire: ho aperto il file c:document and settingdocumentipoesiaamoreamore_mio.doc). Dovete sapere, infatti, che giusto in quel periodo la mia Euridice era morta, si era vaporizzata come i byte quando l’hard disk si sputtana e i clusters vanno a farsi fottere. Probabilmente anche lei, come i clusters… Insomma avevo urgenza di aggiornare, o upgradare, il mio canzoniere d’amore. Per farla breve, (io che sono abituato a farla lunga), per farla breve, adesso usavo word 2000 per scrivere delle poesie d’amore. “Ma qui comincian le dolenti note” (accapo): ogni volta che premevo Invio senza aver digitato punto alla fine della frase, Word inseriva automaticamente un punto elenco all’inizio del verso e mi appariva una dispettosa graffetta animata, dotata di occhi e sopracciglia, insieme a una finestra di dialogo di tipo callout. Nella finestra di dialogo (che non è la shakesperiana finestra in cui avvenivano i dialoghi tra Romeo e Giulietta) c’era scritto: “Word ha trasformato l’elenco generico in elenco puntato”. E, se andavo avanti, l’intera poesia appariva come un oltraggioso elenco puntato, che è anche peggio di un elenco numerato.
Ma cazzo, voglio scrivere una poesia per Euridice, e non un fottutissimo elenco puntato!
Vi è mai capitato di incazzarvi e urlare con un software? A me accade tutti i giorni, specie con quelli che faccio io. Ma è come rivolgersi a un cactus e gridare:
• O natura cortese,
• Son questi i doni tuoi?
• Questi i diletti sono
• che tu porgi ai mortali?

Chiedo perdono a Leopardi (anche per i punti interrogativi, perchè nel testo leopardiano c’è scritto: O natura cortese, / son questi i doni tuoi,/ questi i diletti sono/che tu porgi ai mortali). Per farla breve (e dagli co’ ‘sta mania della brevità, manco stessi scrivendo un sms… a proposito, quandi byte o caratteri ho a disposizione per ogni post? Quali sono i limiti del sistema?)… per farla un po’ più lunga (diciamo), mi dichiarai sconfitto. Non riuscivo a disabilitare quella mirabolante funzionalità, e allora… Ma sì, aveva ragione lui, Word 2000, che non per niente si chiama Word 2000, mentre io sono nato nel 53. Avevo sbagliato tutto nella vita. Avrei dovuto iscrivermi a ragioneria, invece che al classico, e scrivere lettere commerciali invece che poesie. Era lui il futuro. Che mi restava da fare? Scrivere un manifesto neofuturista? E perché no? Tanto per cominciare, scrissi un’ode a Microsoft Word, che vi copincollo senz’altro (per vostro diletto, se mai è dilettosa).
Questo racconto (breve, stavolta), giusto per fare un cappelletto introduttivo alla poesia, come faceva Dante Alighieri nel “La vita nuova” (un brano di prosa introduttivo-esplicativo…poi una poesia…)

Ode a Word 2000
ovvero
Vuoi l’elenco puntato, maledetto? E elenco puntato sia.

Ode a Word 2000
ovvero
Vuoi l’elenco puntato, maledetto? E elenco puntato sia.

• Il mio Word processor evoluto

• si occupa con molto scrupolo

• della formattazione e l’inventario

• dei miei versi. Mi conta le parole,

• le sillabe e le revisioni.

• Non ancora metafore, assonanze

• e tormentate espunzioni.

• E’ spiacente di non trovare

• i miei solecismi nel suo dizionario.

• Non conosce i quartieri del mio paese,

• i nomi delle donne che ho amato.

• Mi propone di sostituire

• Arianna con ariana e Castellina

• con castellana.

• Poi mi chiede, sapendomi distratto,

• se voglio salvare, salvarmi.

• Ma non sa, in questa release,

• suggerirmi la Via e la Verità.

• Non riesce a trovare la ragione

• del mio andare così spesso accapo,

• tanto che mi tormenta con un tip:

• “vuoi sostituire questo elenco generico

• con un elenco puntato?"