Era un giorno freddo come questo.
Non era nebbia la nebbia
ma il fiato di gelo del fiume,
aria ghiaccia che sul parabrezza
si rapprendeva, dura come alabastro.
Immagina quanto può essere
gelido il freddo, quanto crudelmente
fredda l’acqua del Brenta
un giorno di dicembre come questo.
Ce ne vuole, annegarvisi
col cappotto e la sciarpa.

Fu trovato nell’ansa dove l’acqua
è più torbida d’alghe e le anatre
vengono a pasturare. Si vedeva
solo la sciarpa fluttuare – dissero.
Era vecchio, viveva solo. Immagina
che gelo nel cuore di un vecchio
un giorno di dicembre come questo.

Che gioia, che spavento,
se accadesse improvviso nella vita
un aprirsi del cielo come in questa
giornata che iniziò fosca, malinconica.

In fondo all’autostrada alte forre
di nubi lacerate, cupe ancora
e dai bordi candenti. Come se
questo tardivo trionfo dell’azzurro
seguisse a un cataclisma
che accadde silente, inavvertito,
mentre il cuore si rasserenava
nella sua cupezza e dell’autunno.