sdoppiamento


Di nuovo alla consolle. Anche stasera
mi sono inabissato nella nebbia
confidando nel radar prodigioso
del coraggioso, eccellente pilota
che mi riporta a casa (quello strano
famiglio inespressivo ed efficiente
che accese poi il pc e come niente
rispose a quindici e-mail spiritose
e con la stessa solerzia ora scrive
cose che chiamerei soltanto versi
e che mai scriverei, se mai scrivessi,
se non fossi annebbiato, sonnacchioso
e – dice sospirando – un po’ depresso).

stalking (2)


Nei sogni càpita ancora d’incontrarla.
Per lo più in luoghi pubblici, per strada.
Al suo passaggio la scena
come in un fermo immagine si raggela:
una folla fioca e sconosciuta
resta immobile e intenta, mentre lei,
nerovestita e altera, fila svelta
verso una calle stretta, una svolta,
un portico, un portone che la inghiotte.

Anch’io sto fermo, per lo più seduto,
ma non come chi aspetta.
Il luogo non mi è familiare. Andavo in giro
tra cartelli e insegne e rii e ponti
non so in che direzione. Lei invece
ha una precisa meta:
passarmi accanto di fretta,
per ricordarmi che è bella
e che le sono invisibile.