Nei sogni non so mai che volto abbia
e quale nome, se sia viva o morta,
benigna o ostile, nuda o vestita.
La nuova amante e l’amore perduto
si avvicendano in un confuso
di tenerezza e rabbia.

Su una scena indistinta, un po’ alcova
e un po’ cripta, un attore macilento
abbraccia e strattona una divetta
come in un vecchio film in bianco e nero.

scusandomi col nordafrica


Sono veri tiranni, i tiranni,
altrove, dove uomini e speranze
sono giovani, dove puoi gridare
viva la libertà, morte al tiranno
e andare alla guerra senza paura.
Il nostro ras non è meno spregevole
di quei raìs, ma lo ha eletto il popolo,
un popolo di vecchi disperati.
Tre cose sono sacre qui da noi:
la figa, i soldi e la sua investitura.

Non ci resta che innamorarci
di partner coetanei. Qui nient’altro
che il rincaro della benzina
e un rischioso amore settembrino
possono agitarci, amore mio.
Da mesi siamo in guerra, io e te,
e ti urlo al telefono Allah akbar,
blaterando di verità e giustizia,
pur non credendo affatto nell’amore
e tanto meno in dio.