Teofania del cestino

(Contra Severinum)

 
Non è mai pieno il piccolo cestino,
questo incommensurabile cratere.
E’ un pozzo senza fondo, un buco nero,
e niente sfugge al richiamo
della sua bocca muta,
alla sua inesorabile attrazione.

Quanti secoli e storia, quanta folla
di poeti e musici e profeti
viene sospinta qui, di-scaricata
su questi lidi – downloaded!

E quanto ho scritto in tutti questi anni!
Ma il destino, il cestino
è un miliardo di volte più capace
delle innumerevoli cartelle,
dei quaderni infiniti,
della biblioteca di Babele.

La Macchina non è che il tritacarte
d’ogni esistente, e tutto
è per lui, per il trashcan.
Le steli e le scritture d’ogni tempo
e ogni transeunte apparenza
(gli mp3, i filmati
i contatti e i pallidi avatar)
qui non hanno esistenza
che per la loro unica e inflessibile
vocazione: di essere inghiottiti
dal divino immutabile Cestino.