sonnolenza

Passato il grande freddo, non ci resta
che stare nella solita temperie,
sbadigliando e un poco trepidando,
nell’attesa del prossimo Burian
o d’altri venti più perniciosi:
degli Unni, degli Alemanni,
di un referto infausto, di un lutto.
O dell’amore tremendo, che ci riscuota
da questa sonnolenza
e bruci ciò che rimane – del meteorite
che ci schianti.