SMS

Due primavere fa
avevo sedici anni, ora ne ho quasi
sessanta, sessant’anni giudiziosi.
Tu, benché maritata da sei lustri
e vessata dai guai, dalla famiglia,
eri un’impubere preadolescente.
Come oggi sfolgorava primavera,
Impazzavano i merli e altri uccelli.
Le mie tasche fremevano di trilli,
e i nostri messaggi amorosi
erano così fitti e numerosi
che non bastavano tre cellulari.
Ora le parole nel display
dicono affetto, un’amorevolezza
da vecchi amici, quasi da parenti.
Ti mando un bacio a volte,
lieve e sulla guancia, beninteso.
Una carezza, ma non certo ardita.
Stasera sono ancora più prudente,
basta “un caro saluto”.