Ripassando gli insegnamenti materni

Non mettere sul letto giacche scure,
tovaglie ricamate a tralci e fiori
e specialmente scarpe: è malaugurio.
Mai aprire un ombrello dentro casa,
che porta male – Mai tagliare il pane
con la manca, o da dritta verso manca:
è presagio di guerra o inimicizia.

Uscir di casa tardi porta al vizio,
il pane a casa tua e ovunque il vino.
Cucire al buio e al chiuso è delle streghe,
a donna alla finestra non far festa.
Avere tanti amici è repentaglio
di corna o d’altre beghe, non averne
è gelosia del tuo, è tirchieria.

A tavola il coltello deve usarlo
Il più vecchio, se ha senno e valìa:
mai un adolescente. Se ti versa
il caffè nella tazza un tuo parente,
prendila con la manca, a scongiurare
fatture e magarìe. E se hai vent’anni,
stai zitto in casa altrui, nella tua canta.

Non buttare mai il pane: è un’empietà.
Sull’olio spanto a terra spargi subito
quanto più sale puoi. Mai salutare
con la mano alla porta, o dalle scale.
Dando la mano, evita la croce
tra braccio e braccio; non tocchi la scopa
la punta della scarpa a una zitella.

Prestare è bello, meglio è non prestare.
Mariti e mogli altrui, stanne lontano.
Se mi fischia un orecchio non è certo
un acufene, ma una bella donna
che sta pensando a me – e ancora lei
che nomina il mio nome, se più volte
mi cade il cellulare dalle mani.