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Quella data in cima ad ogni pagina
del mio sempre più rado diario in versi
non dice nulla di ciò che accadeva
quel giorno, in quella stagione.
Gli stessi versi paiono ignorare
la ragione di certi malumori
o patimenti, e il loro ozioso autore
quasi non ha cognizione
di quali fatti siano il racconto.

Sembra che quelle orfane parole
in molti anni siano state
i soli, magri avvenimenti. Eppure
al loro opaco accadere
conseguiva qualcosa, la chiosa
di un lettore benevolo, una carezza
che a volte suscitava nel cadavere
come un sussulto di significato.